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Berlusconi - Fini, storia di un alleanza

storia arrivata al capolinea?

Per il Premier Berlusconi sono arrivati i tempi cupi; il presidente della Camera Gianfranco Fini ha espresso il suo malcontento per l’atteggiamento troppo servizievole del Cavaliere nei confronti della Lega che dopo la buona affermazione alle ultime Regionali sta avendo un seguito che senza ombra di dubbio potrebbe impensierire e non poco il Presidente del Consiglio.

Fini nella giornata di venerdì si è tolto i vestiti istituzionali di presidente del primo ramo parlamentare e ha voluto una volta per tutte dire la sua sul comportamento, a suo modo di vedere ingiustificato, di Berlusconi. I toni freddi e l’aria di gelo che si respira a Palazzo Chigi sono pesanti e all’interno del centrodestra si sta vivendo un momento di forte crisi che potrebbe avere addirittura ripercussioni sul proseguo della legislatura.

L’Alleanza fra Berlusconi e Fini, nata sedici anni fa e considerata il simbolo di una seconda Repubblica che nasceva proprio in quell’occasione, rischia di arrivare seriamente al capolinea. Senza voler usare troppe metafore l’unione fra i due leader, giudicata un tempo indissolubile e destinata a durare in eterno, sembra ormai essere un vecchio ricordo da album fotografico. Il percorso politico di Fini nel corso degli anni si è molto evoluto; molti suoi ex- compagni del vecchio Msi non gli hanno perdonato il fatto di essere diventato troppo democratico, basta pensare al divorzio dal vecchio amico Storace e dalla distanza che si è creata con alcuni vecchi amici di partito quali Alemanno e La Russa, troppo vicini al movimento politico del Premier.

Fini sta coltivando seriamente l’idea di dar vita a gruppi autonomi in Parlamento e questa frase ha fatto scattare molta preoccupazione anche nel Presidente del Senato Renato Schifani il quale ha dichiarato a chiare lettere che se questi sono i presupposti, sarebbe meglio tornare al voto. Nel bel mezzo di questa tempesta politica non possiamo dimenticarci della Lega. Umberto Bossi dopo l’incontro di due giorni fa con Berlusconi, rivendica la conquista di alcune banche del nord e il “senatur” è pronto a sfidare l’amico Berlusconi, puntando alla conquista della poltrona di sindaco di Milano senza escludere la possibilità di candidare fra qualche anno un Premier leghista. La vittoria del carroccio in una regione storicamente “rossa” come il Piemonte, ha il sapore di una grande vittoria politica, complice soprattutto il consenso espresso da una classe operaia italiana con non vede più nella sinistra, la sue dea protettrice di un tempo. Anni addietro il primo pensiero del Premier era quello di tenere calma e tranquilla la corazzata leghista per non destabilizzare la coalizione di governo, oggi è Fini e Lega sono pronti a mandare in pensione il Cavaliere.

Marco Chinicò

[17-04-2010]

 
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