Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
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Rottura Fini - Berlusconi

risvolti in poltica regionale

Non ha fatto in tempo a prendere le chiavi della regione in mano, Renata Polverini, che subito i guai che riguardano il centrodestra si fanno ancora più forti.

Ricapitolando: Storace e il Laziogate, con la richiesta del pm di due anni di carcere per il presidente de la Destra; lo scandalo Zaccheo portato alla luce da Striscia la Notizia; le minacce di Vittorio Sgarbi di voler invalidare le elezioni qualora non diventasse assessore; infine, quelli che sono stati fuori senza tanti complimenti, ossia gli ex consiglieri regionali di fatto eliminati dalla scena politica a causa del caos liste. Se la notte porta consiglio, è facile che nel partito, figlio di An e Fi, non deve aver portato quello giusto se tra Fini e Berlusconi si è aperto un vero e proprio fronte che potrebbe addirittura portare ad elezioni politiche anticipate.

Il presidente della Camera ritiene il partito schiavo della Lega e minaccia di formare un gruppo nuovo nei due rami del parlamento. Berlusconi minimizza, ma il problema c'è. E gli altri di cui sopra covavano già durante la campagna elettorale. Basta andare indietro di una settimana per capire quanto la temperatura nel partito fosse già abbastanza alta: basti ricordare il manifesto anti-triade romana augello, sammarco rampelli comparso una settimana fa per capire che i bocconi, dopo la vittoria in regione, sono stati amari. Ad aggiungere un pizzico di mostarda ci ha pensato Storace: l'ex presidente della regione intima a Fini di “accucciarsi” e di non fare la guerra interna a berlusconi “che è il Pdl”.

Il sindaco getta acqua sul fuoco e promette che farà di tutto pur di scongiurare un ritorno al passato. "È  un problema nazionale, non della Regione, -dice- nessuno dell'opposizione si illuda. Gestiremo tutti i processi politici in questo momento di transizione, lavorando per una ricomposizione affinché il Pdl resti unito. Perché questo è un momento eccezionale nella vita del paese, serve un partito unico e coeso". Renata Polverini glissa: “non sono ancora ben informata per parlare” ha detto stamani ai giornalisti: saggia decisione per non restare imbrigliata sin da subito nelle correnti che, piano piano, si stanno formando all'interno del pdl.

[16-04-2010]

 
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