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Suicidio in carcere

detenuto si impicca con striscia tessuto

Si è impiccato con una striscia di tessuto appesa alle sbarre della finestra, nella sua cella singola del penitenziario di Rebibbia. L’uomo, un detenuto siciliano di 31 anni, era un collaboratore di giustizia.

Dall’inizio dell’anno è il secondo suicidio avvenuto nelle carceri romane, il 19esimo in Italia. L’ennesimo campanello d’allarme sulla situazione che si vive nelle carceri del nostro paese, con una condizione di sovraffollamento e grave carenza di risorse economiche ed umane. Nelle strutture della capitale vivono 6000 detenuti a fronte di una capienza di 4000 persone.

"Quello della scorsa notte è il secondo suicidio registrato nelle carceri del Lazio dall'inizio del 2010. E' chiaro che in questa vicenda - ha aggiunto Angiolo Marroni, garante dei detenuti nel Lazio - sono in primis da comprendere i motivi che hanno portato un uomo, che aveva deciso di collaborare con la giustizia, a togliersi la vita. Resta, tuttavia, un innegabile e drammatico quadro difondo: quello di un'emergenza carceri fatta di esorbitante sovraffollamento, fatiscenza di strutture, carenza di risorse economiche ed umane. Elementi che rendono, di fatto, impossibile il sostegno e l'assistenza ai detenuti e l'attuazione del principio costituzionale del recupero del reo. Una situazione che impone al nostro Parlamento di intervenire con urgenza per indicare una via di uscita a questa emergenza".
 

 
 

[14-04-2010]

 
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