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Emergency: fra scoop e smentite

anche un romano fra i detenuti

di Simone Chiaramonte

Rapiti o arrestati? Nell'intreccio di notizie che giungono dalla città afgana di Lashkar Gah i termini riportati dalla stampa internazionale assumono un valore non indifferente. Segno che, nel Paese in guerra dal 2001, stabilire quale siano le autorità riconosciute e le leggi da applicare risulta un compito ancora molto difficile.

Gli operatori
- Marco Garatti, Matteo Dall'Aira e Matteo Pagani, quest'ultimo un romano di 29 anni con diverse esperienze all'estero nel campo umanitario, sono i tre operatori di Emergency prelevati sabato scorso dalle forze militari afgane dall'ospedale nella provincia di Helmand. I tre sono accusati di aver progettato l'assassinio del governatore della provincia Gulab Mangal, assieme a 6 afgani.

Il Times e la Cnn - Secondo il portavoce di Mangal, Daoud Ahmadi, ascoltato dal Times, i tre italiani avrebbero confessato alla polizia locale le loro responsabilità nel complotto per uccidere il governatore: "Tutte le 9 persone detenute hanno confessato, sono accusati di collegamenti con al-Qaeda. Durante il raid nell'ospedale abbiamo trovato esplosivi, incluse bombe a mano, abiti usati solitamente dai kamikaze e armi custodite negli scatoloni dei farmaci". Questa versione è stata smentita da Ahmadi ma il corrispondente del Times di contro ha dichiarato di aver riportato con esattezza le sue parole.

Il presunto piano - Il piano, ha affermato il portavoce del governatore al quotidiano inglese, prevedeva una serie di attacchi suicidi nei bazar della città, eventi che avrebbero poi condotto il governatore nell'ospedale per far visita ai feriti. "Non sono permesse armi nell'ospedale pertanto il governatore, come sua abitudine, sarebbe entrato nell'edificio senza guardie del corpo al seguito". A questo punto il piano avrebbe previsto l'uccisione di Mangal all'interno dell'ospedale.
La Cnn riporta la medesima versione: per il canale all news statunitense, le autorità locali hanno affermato che "i sospettati hanno ottenuto 500mila dollari dalla leadership talebana esiliata in Pakistan per compiere gli attentati".

Il portavoce di Mastrogiacomo - Emergency è presente in Afghanistan da una decina di anni e  nella clinica di Lashar Gah ha curato più di 66mila persone. Questo ospedale, secondo i due media anglofoni, sarebbe coinvolto inoltre nell'omicidio di Adjmal Nashkbandi, interprete del giornalista Daniele Mastrogiacomo, al tempo del suo rapimento. Per il Times Rahamatullah Hanafi, allora capo dell'ospedale, era stato arrestato dalla polizia perché sospettato di essere coinvolto nell'omicidio. "Come forma di protesta, lo staff dell'Ong aveva abbandonato in massa il Paese".  La Cnn va oltre: le fonti della tv americana affermano che i tre arrestati sarebbero addirittura i responsabili dell'omicidio dell'interprete.

Le reazioni di Strada
- "I nostri medici sono stati rapiti, presto tutta questa montatura cadrà", ha affermato Gino Strada, aggiungendo: "L'unica cosa che a noi interessa è che il governo afgano collabori con l'Italia per tutelare i diritti fondamentali dei nostri operatori che ad oggi sono trattenuti senza che si sappia a che titolo o perché, privati di un avvocato difensore, privati di poter contattare i loro familiari, non solo privati della loro libertà".

 
 

[14-04-2010]

 
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