
di Rosario Sparti
Il Signore e la Signora Fox conducono un'idilliaca vita famigliare insieme al figliolo Ash e al giovane nipote Kristofferson che è loro ospite. Ma, dopo tanti anni, questa esistenza bucolica si dimostra eccessiva per l'istinto selvaggio del Signor Fox, che torna alle vecchie abitudini di spregiudicato ladro di galline. Così facendo, però, mette a rischio non solo la sua amata famiglia, ma l'intera comunità animale che dovrà fronteggiare i contadini cattivi Boggis, Bunce e Bean .
Ultimamente va di gran moda coltivare l’antintellettualismo, nuova tendenza per cui lo snobismo andando contro se stesso si eleva di grado e potenza. Per questa ragione non credete a chi vi dirà che questo è un filmetto buono solo per il pubblico dal palato fine, borghesi in vena di sfoggiare la propria conoscenza, anzi dirigete la vostra famiglia a passo ancor più spedito verso il cinema e godetevi una pellicola geniale come poche.
La nuova pellicola del regista americano Wes Anderson è un film d’animazione realizzato in vecchio stile, mentre dilaga il 3D e la CGI, con l’utilizzo della stop-motion, che adatta il romanzo omonimo dello scrittore inglese Roald Dahl. Il doppiaggio italiano fa quel che può ma è un peccato non poter ascoltare le voci originali dei doppiatori, un cast stellare che va da George Clooney a Bill Murray passando per Meryl Streep.
Il regista crea la sua opera più compiuta dai tempi de I TENENBAUM, rinnovando alcune sue tematiche ricorrenti ( le famiglie disfunzionali, il rapporto padre/figlio, il valore della diversità ), contaminandole con nuove riflessioni di stampo “politico” come lo spirito anarchico che guida il protagonista a rivendicazioni di giustizia sociale. Lo stile, nonostante non si tratti d’un film live action, rimane quello solito del regista: inquadrature dal gusto pittorico, brusche zoomate, plongèe, lunghe carrellate, titoli in sovrimpressioni e colonna sonora ad effetto. L’effetto finale è quello d’un ritratto dolceamaro, sapientemente condito da uno sfrenato gusto pop e un numero impressionante d’invenzioni registiche che ad altri autori non verrebbero in una intera carriera. Buona visione.

[14-04-2010]
FLAVIA[21-04-2010 13:00:55]
Più fate così più mi fate venire voglia di vederlo! =)
Rosario S[20-04-2010 13:13:08]
Solondz fa "commedie" tanto quanto Anderson le fa, comunque ho citato solo il nome di due registi particolarmente ostici ma si potrebbero fare mille nomi. In ogni caso se parliamo di riscontro del pubblico in sala quando ho visto il film il pubblico rideva e si divertiva eccome. Questo poi è forse, insieme a I TENENBAUM, il film più accessibile e compiuto del regista e non a caso, pur non facendo sfraceli come sottolinei tu, hanno al momento un incasso molto simile.
Svevo m[20-04-2010 12:41:12]
Bresson e Solondz è difficile vederli alle prese con commedie ancor meno con cartoni animati. Il responso del pubblico puo' essere interessante dal momento che Anderson tiene sempre uno strato narrativo facilmente leggibile, quindi in cerca di pubblico. E poi sia te, che tutti i critici, parlate di grande divertimento, scene e personaggi memorabili, caratteristiche che dovrebbero trovare un riscontro, non dico con un successo di massa, ma perlomento con un certo interesse almeno da parte di una cerchia. Cosa che è successo con I Tenenbaum, quello si un episodio intelligente e divertente che pur senza strafare ai botteghini si è ritagliato una sua cerchia di fan..persi per strada negli anni e film successivi.
Rosario S[20-04-2010 12:13:50]
Sono opinioni. Wes Anderson mi sembra un regista sempre più propenso ad avere un dialogo con un pubblico ampio e non a rinchiudersi con una ristretta cerchia di eletti. D'altronde sulla profondità dei suoi film ci si interroga dagli inizi, credo stia alla sensibilità personale scoprire la soglia di "spessore" delle sue opere. Senz'altro lo stile ed il tono narrativo delle sue commedie, sempre votate ad una emozionalità trattenuta ed a stemperare la tragedia con l'humour, complica l'avvicinamento di un grande pubblico. Per quel che riguarda idiosincrasie personali e dibattiti sugli incassi in sala non cedo alla polemica, d'altronde sono cose che esulano dalla qualità dell'opera e ragionando in questi termini non si sarebbero avute grandi pellicole da quelle di Bresson a opere come l'ultima di Solondz recensita di recente.
Svevo m[20-04-2010 01:23:55]
Quanti elogi, qui e da tutta la critica di tutto il mondo. Eppure il pubblico proprio non sembra accorgersene. Qui da noi è effettivamente uscito in poche copie ma la media per sala è comunque disastrosa. In America inoltre inizialmente poteva contare su di una distribuzione buona, eppure, anche li', il pubblico se ne è tenuto alla larga. Forse non è che è proprio Anderson ad essere un po' snob? O forse fa film solo per i fan e per la critica. Per me, come dici te, è "un filmetto". Simpatico, ma neanche troppo, volutamente esile pensando proprio per questo di non esserlo. Invece lo è proprio. Mistero della critica..molto meglio Dragon Trainer che, partito male, ovunque per fortuna sta crescendo negli incassi..





