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Danza di morte

Gabriele Lavia e Monica Guerritore all’Argentina per una pièce spietata e crudele

Di Giuseppe Duca

Da debuttato con successo al Teatro Argentina “Danza di morte” di August Strindberg, che vede nuovamente in scena due dei più grandi artisti del panorama teatrale italiano, Gabriele Lavia e Monica Guerritore. Lo spettacolo è un dramma in due atti scritto nel 1900 dal grande drammaturgo svedese che lo terminò in una sola settimana. Nel testo i personaggi sono anime inquiete, molto tormentate al punto di giungere ad una vera e propria lotta omicida. E’ la storia di un matrimonio lungo cinquant’anni, quello fra Edgar e Alice, è la storia dei fallimenti di una vita intera, lui militare che non è mai riuscito a far carriera e lei che la carriera di attrice l’ha invece abbandonata per il matrimonio. Sogni infranti di una coppia che mette a nudo le proprie frustrazioni. “Si tratta di un'opera scritta come l'eruzione di un'anima gonfia di dolore – spiega Lavia -. Strindberg è un autore poco frequentato sulle scene italiane. Eppure la drammaturgia moderna gli deve tutto. Questa è la mia quinta regia di un'opera di Strindberg. Ma se ci metto due regie di opere di Ingmar Bergman potrei dire che questa è la mia settima regia poiché il grande regista svedese deve tutto al grande poeta svedese”.

Nella magistrale interpretazione di Gabriele Lavia e Monica Guerritore la pièce tocca le corde più alte della recitazione. La scena si svolge su un’immensa montagna di sabbia, i coniugi sono infatti naufragati con tutti i mobili di casa su un’isola deserta. In un atto unico si mette in scena il dramma familiare che prende forma sul palcoscenico attraverso i momenti più intimi della vita di coppia, le lotte corpo a corpo, le urla, gli scontri, i conflitti, dove si svelano sentimenti, impulsi, emozioni, rancori con toni così duri e spietati che arrivano a sfiorare il grottesco ma che rappresentano il vero naufragio di una vita.

[13-04-2010]

 
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