Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
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Il bicchiere si rotto

Crisi di Governo

Fin dal giorno successivo alle elezioni del 2006, era apparso chiaro che il nuovo Governo avrebbe avuto parecchie difficoltà a governare al Senato a causa di una maggioranza molto esigua. Il Governo era come un bicchiere di vetro in bilico su un tavolo che, non appena sfiorato, sarebbe caduto frantumandosi in mille pezzi. Oggi, il bicchiere si è rotto perché al Senato i numeri hanno mandato la maggioranza in minoranza a causa di alcune defezioni da parte di alcuni senatori fra i quali anche Andreotti. Il tema era quello sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, scottante quanto quello dei Dico e della TAV. Prodi, intanto, nell’attesa di decidere come ripulire il pavimento dai pericolosissimi cocci di vetro, ha rassegnato le dimissioni che dovranno essere accettate o rifiutate da Napolitano.
La domanda, a questo punto, è semplice: cosa accadrà? Quali scenari all’orizzonte?

1) Prodi-bis : l’incidente (chiamiamolo così) di oggi sarebbe un fatto grave, ma alla fine, una volta superato lo shock iniziale, si potrebbe cominciare di nuovo. Insomma, stesso Presidente del consiglio, stessa maggioranza. Un caso del genere aprirebbe però dei seri interrogativi sul futuro del Governo. Infatti, è difficile pensare che su alcuni altri temi scottanti la maggioranza possa sempre riuscire a rimanere compatta per i prossimi 4 anni. I numeri al Senato purtroppo sono quelli, non si possono cambiare.

2) Governo di larghe intese, istituzionale, insomma di inciuci…Questo tipo di Governo è quello auspicato da alcuni esponenti della maggioranza e dell’opposizione (UDC) e si tratterebbe di un Governo transitorio che, prima, dovrebbe realizzare importanti riforme per il Paese e, poi, lasciare spazio agli elettori.
Maroni, Lega Nord, rifiuta qualsiasi opzione in questo senso, così come Giordano di RC. In effetti si tratterebbe di un Governo molto orientato verso il centro e che tenderebbe ad escludere gli estremismi, riproponendo un Governo da Prima Repubblica.

3) Elezioni anticipate e subito. Prodi, per coerenza e per una questione di onore, potrebbe decidere di non andare avanti e di propendere per la soluzione delle elezioni anticipate. Di Pietro ha dichiarato che questa sembra essere la strada più facilmente percorribile a meno che non avvenga un serio dibattito interno alla maggioranza sul programma futuro di Governo. Anche tutta l’opposizione, come è chiaro, propende per questa soluzione.

Vedremo…Intanto, noi poveri cittadini/elettori, ci misuriamo coi soliti problemi quotidiani e non riusciamo più a vedere l’orizzonte immerso nell’oscurità più totale.

Informatore

L'Italia che non va

[22-02-2007]

 
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