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Via Poma, riprende processo

assassino ancora senza volto

Riprenderà domani mattina il processo per l’omicidio di via Poma. Nel corso dell’udienza saranno citati Salvatore Volponi, al tempo datore di lavoro di Simonetta Cesaroni, e alcuni dipendenti dell'associazione degli ostelli della gioventù.  

Davanti alla III Corte d'assise, presieduta da Evelina Canale, è imputato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, Raniero Busco, ex fidanzato della ragazza, uccisa accoltellata il 7 agosto 1990.

Un processo riaperto dopo che nuovi esami scientifici avevano rintracciato tracce di saliva dell’uomo sul corpetto indossato dalla Ccesaroni prima dell’omicidio. A distanza di venti anni, molti "non ricordo" nelle  udienze che stanno ripercorrendo tutti minuti e i dettagli di quel martedì di vent'anni fa, in cui iniziò uno dei più lunghi e misteriosi gialli della capitale. 

Nessuno sembrerebbe aver notato entrare e uscire il carnefice di Simonetta. Eppure nel cortile di via Poma c'erano due portieri, Pietrino Vanacore, morto suicida prima della riapertura del processo, e Nicolino Grimaldi. Con una sola eccezione: “vidi un giovane di circa 25 anni, che mi chiese degli uffici dell'Aig". Queste le dichiarazioni del colonnello dei carabinieri, Giovanni Danese (nel frattempo deceduto) lette in aula dal pm Ilaria Calò.

Nel corso dell’ultima udienza sono stati ascoltati anche i due portieri di condomini vicini e la donna delle pulizie dell'Aig, oltre all’allora proprietario dell'appartamento. Comprimari di una vicenda che mantiene troppi punti oscuri. La tesi accreditata Grimaldi, portiere dello stabile al civico 4, è che l’assassino possa essere fuggito attraverso i lavatoi ed uscito dal garage che dà su via Biamonti. Per questo, il killer sarebbe destinato a rimanere senza volto.  

 
 

[06-04-2010]

 
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