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La Regione respinge il ricorso di Sgarbi

no al rinvio al voto, alle urne il 28 e 29 marzo

E' stato bocciato l'eventuale rinvio delle elezioni nel Lazio: si vota quindi il 28 e 29 marzo. La Regione Lazio ha infatti respinto la richiesta avanzata da Vittorio Sgarbi di rinviare le elezioni regionali sulla base dell'applicazione del decreto salvaliste. La valutazione dei tecnici della Regione è che, riducendo i giorni di campagna elettorale garantiti da 15 a 6, il provvedimento consente di fare rientrare l'ammissione della lista Rete Liberal Sgarbi nei tempi consentiti.

Laconico il commento di Sgarbi: "Fascisti e pedofili". "Non applicano le regole; è il fascismo globale: sono dei mascalzoni e delinquenti peggio dei comunisti, vanno presi a calci nel culo, sono anche dei pedofili": questo il commento di Sgarbi a margine della manifestazione del Pdl in piazza San Giovanni, a Roma. "Con questo hanno deciso di perdere le elezioni, hanno dato la vittoria al centrodestra".

MONTINO - "Ho visto dichiarazioni di Sgarbi un po' sgarbate -ha detto Esterino Montino, il vicepresidente della Regione- Lui sa che da parte mia non c'era alcun pregiudizio sulla valutazione tecnica. Abbiamo anche atteso il Consiglio di Stato, che ha stabilito che il decreto si applica anche nella nostra Regione - ha proseguito -  ho cercato Sgarbi alle 19.25 tramite il Viminale, senza trovarlo, per comunicargli la decisione prima di annunciarla pubblicamente".

CONSIGLIO DI STANTO RESPINGE RICORSO PDL - il Consiglio di Stato intanto ha respinto l'appello presentato dal partito contro la mancata ammissione della lista provinciale che, in base a questa decisione, è esclusa dalle prossime elezioni regionali. I legali del centrodestra avevano impugnato l'ordinanza emessa dal Tar del Lazio, con la quale i giudici amministrativi avevano respinto la richiesta di sospendere il provvedimento di mancata ammissione alla competizione elettorale della lista Pdl provinciale di Roma - lista ripresentata lo scorso 8 marzo a seguito del decreto legge interpretativo - da parte dell'ufficio elettorale centrale presso la Corte di Appello. La Consulta ha motivato la decisione spiegando che la documentazione fornita dal Pdl non era completa e la sola presenza dei delegati in tribunale entro l'orario di consegna della lista dunque resta insufficiente.

[20-03-2010]

 
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