Giornale di informazione di Roma - Lunedi 18 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Rugby
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Rugby
 
 

6 nazioni, l'Italia perde in Galles 33-10

L’Italia chiude male questo 6 Nazioni: a Cardiff gli azzurri cedono 33-10. E la Scozia, che vince in Irlanda, ci sorpassa e ci lascia all’ultimo posto nella classifica finale.
I ragazzi di Mallett giocano bene solo i primi dieci minuti: poi solo Galles, con i dragoni che nel primo tempo sfiorano le mete e nel secondo tempo le fanno. Marca due volte Hook e una Shane Williams: il resto sono i calci di Stephen Jones. Per l’Italia una punizione di Mirco Bergamasco e una meta di McLean, a tempo quasi scaduto.

Buona Italia nei primi minuti: Canale ci prova subito, sfuggendo sull’out. Nell’azione si fa male, però, e deve alzare bandiera bianca: al suo posto entra Pratichetti. Ma l’Italia c’è, anche se con troppa fretta visto che al 3° Gower cerca un drop che manca di poco, ma forse si poteva scegliere di  giocare. Al 6° i punti li realizza uno Stephen Jones in grande giornata (alla fine sarà Man of the Match). Ma anche se i dragoni si portano sul 3-0 è l’Italia a sembrare un filo più determinata. È un’impressione che dura un’altra manciata di minuti. Il pallone calciato da Mirco Bergamasco su una punizione al 13° sbatte contro il palo, e da quel momento l’Italia scivola giù. Il Galles comincia a salire di ritmo, le folate dei 3/4 si fanno più frequenti e gli azzurri devono erigere una vera e propria muraglia a ridosso della propria linea di meta. La difesa funziona bene, almeno: e il Galles non trova mai il varco. I dragoni non trovano nessuna meta ma molte punizioni, troppe: Stephen Jones non ne sbaglia neanche una, portando il punteggio sul 12-0 alla fine del primo tempo. In mezzo, tanto Galles, poca Italia e qualche episodio. Il primo è la seconda tegola del pomeriggio per gli azzurri: Canavosio si infortuna, e Tebaldi prende il suo posto. Qualche minuto dopo al Galles viene annullata una meta: forse in avanti il passaggio col quale Shane Williams manda a schiacciare Lee Byrne. Poco dopo Hook attacca profondo, scavalcando con un calcetto la difesa azzurra. Ma il pallone gli rimbalza male e McLean è lesto a salvare.

L’intervallo non riporta in campo un’Italia diversa. Gli azzurri sembrano aver smarrito la fiducia, di certo non hanno fiato. La punizione guadagnata da mischia chiusa al 44° consente ai ragazzi di Mallett di andare in touche poco fuori i 22 gallesi. Da lì parte l’attacco, che però non si concretizza per un fallo: e Shane Williams gioca rapido, così rapido da tagliare il campo e solo uno scivolone ferma il suo slalom tra le maglie azzurre. Il Galles è ormai padrone del campo, e la meta potrebbe arrivare due minuti dopo quando Hook fa tutto bene tranne la cosa più facile: anziché assorbire l’ultimo avversario e scaricare sul compagno accanto a lui, il centro gallese tenta di chiudere in solitaria l’azione. E viene placcato, buttando all’aria una meta semplice semplice. Si rifarà, con gli interessi. Perché al 51° il Galles attacca da mischia chiusa a ridosso della linea di meta azzurra: palla che esce, e arriva a Hook. Tebaldi sbaglia il placcaggio ed è meta per i dragoni. Stephen Jones trasforma e scava un solco profondo nel risultato: 19-0, tutto meritato. L’Italia non c’è più, da questo momento in poi. Tanti falli, incapacità di portarsi nella metà campo avversaria, e troppo nervosismo: Mauro Bergamasco si prende un giallo evitabile al 55° e un minuto dopo ancora Hook schiaccia in meta, servito perfettamente da Stephen Jones. Non c’è reazione, da parte degli azzurri: lenti, piatti, poco vivaci. La sensazione è che l’Italia non veda l’ora che la partita finisca. Ma di minuti da giocare ce ne sono ancora, e Stephen Jones ne approfitta per mettere tra i pali l’ennesima punizione, prima che finalmente anche l’Italia marchi il tabellino con il piazzato di Mirco Bergamasco. Ma gli ultimi minuti sono un’agonia vera e propria: attacco gallese, combinazione tra Byrne, Shanklin e Mike Phillips, che è fermato ad un metro dalla linea di meta. Shane Williams prende la palla dalla ruck e trova altri 5 punti. Tutto troppo facile.

Un po’ come contro la Francia, l’Italia trova la meta a partita ormai conclusa. È anche una bella meta: McLean è bravo a tagliare verso l’interno, mettendo fuori gioco tre gallesi. Ma c’è poco da festeggiare, tra gli azzurri. Sorrisi e pacche sulle spalle ci sono invece nella panchina gallese, dove tutti si complimentano con Stephen Jones mentre lo speaker del Millennium annuncia che è lui il Man of the Match.
La partita finisce così, 33-10. L’Italia chiude malamente un 6 Nazioni dalle prestazioni troppo diverse fra di loro. E chiude ultima, con una vittoria ma ultima. Da anni si aspetta il cambio di passo del rugby italiano: l’appuntamento è per l’anno prossimo. Si spera.

Antonio Scafati

[20-03-2010]

 
Lascia il tuo commento