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Il popolo delle baracche: a Roma 2.000 senza tetto

9.000 vivono in automobili

Roma come San Paolo o Calcutta? È un rischio sempre più pressante. Cresce infatti l’esercito degli indigenti costretti a vivere in strada o in alloggi di fortuna.

Sono circa 9.000 i senza fissa dimora nella capitale. Una cifra difficile da stimare con precisione, vista il continuo spostamento alla ricerca di ricoveri dove fermarsi. 2.000 almeno le persone che vivono all’aperto, per strada o sotto ripari di fortuna. 8-9.000, invece, coloro che vivono in automobili, capanne, grotte, porticati o sotto qualche ponte.

E se gli italiani scelgono spesso la vita in solitudine, per extracomunitari e rom prevale la vita di comunità. Un vero e proprio ostello della disperazione è rinato sotto i cavalcavia della tangenziale, dove materassi, cartoni, stracci testimoniano le notti all’addiaccio di tanti homeless. Altra bidonville in espansione è la rampa della panoramica. Lì una gruppo di romeni ha fissato la propria dimora, come racconta il continuo via-vai verso i semafori di piazzale Clodio.

Non bastano gli sforzi delle associazioni di volontariato, della Caritas, di Sant’egidio, sempre in prima linea per dare un pasto caldo e qualche vestito ai senza tetto, vecchi e nuovi. Già perché molti di loro sono persone che fino a pochi mesi fa potevano permettersi almeno una stanza e che la perdita di un lavoro o uno sfratto ha trasformato in clochard. Il Comune, dal canto suo, ha portato a 4.200 i posti di accoglienza, un numero evidentemente ancora insufficiente, così come ha riconociuto la stessa Raffaela Milano. L’assessore comunale alle politiche sociali è uscita allo scoperto, chiedendo nei giorni scorsi al governo un vero e proprio piano nazionale per far fronte all’emergenza. Politiche della casa e del lavoro, ma anche accordi bilaterali con i paesi a forte emigrazione, per scongiurare le favelas sui sette colli.

[19-02-2007]

 
 
 
 
Commenti
  • Linus[05-06-2007 12:25:27]

    parole sante liontro

  • liotro[19-02-2007 19:30:42]

    Nel dopoguerra fui portato dai miei genitori a Roma.Avevo solo tre anni Roma e i Romani ci hanno accolti.Oggi sono vecchio e amo Roma . Siamo Italiani e nonostante la provenienza ci capiamo,Ma questi sono venuti per delnguere! non tutti ma quasi tutti non ameranno mai l Italia!!!

 
 
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