Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
libri & letteratura
 
» Prima Pagina » libri & letteratura
 
 

Pensare l'impossibile. Donne che non si arrendono

di Anais Ginori

In Italia lavora solo il 47 % delle donne, pochissime quelle che occupano posizioni di rilievo, i media diffondono un’immagine stereotipata del corpo femminile, si stanno rimettendo in discussione diritti fondamentali come l’aborto o l’assistenza alla procreazione, molte ragazze considerano normale che per fare strada si possa usare il proprio corpo, il nostro paese è collocato dalla classifica del World Economic Forum al 71° posto su 135 nel rapporto sul divario di genere. Questa è l’Italia del rapporto uomo-donna. Un problema, dunque, c’è. Eppure, sembra che a percepirlo come tale siano solo le cinquantenni, quelle stesse che hanno vissuto e spesso fatto le lotte del femminismo. E le nuove generazioni? E le ragazze? Sembrano insensibili al problema.

È da questo problema nel problema che è partita Concita De Gregorio, intervenendo alla presentazione del libro della giornalista di Repubblica Anais Ginori “Pensare l’impossibile. Donne che non si arrendono”, il 16 marzo alla libreria Feltrinelli della Galleria Colonna. A coordinare l’incontro c’era la giovane Chiara Valerio, redattrice di Nuovi Argomenti e di Nazione Indiana.

Bisogna ripensare il femminismo con parole nuove, quindi. Per la De Gregorio e per la Valerio è necessario mutare il linguaggio per far arrivare il problema anche a chi oggi non lo percepisce, o lo subisce inconsapevolmente. Il libro di Anais Ginori fa questo, secondo le due giornaliste. La Ginori infatti ha scelto di parlare del femminismo prendendolo da più angolazioni, alcune anche insospettabili: ha intervistato un regista di porno, una copywriter, alcune prostitute nigeriane, il collettivo femminista dell’Università “La Sapienza”, e tante altre donne “che non si arrendono “ (per citare il sottotitolo del libro) come Emma Bonino, o Lorella Zanardo.

L’urgenza di parlare del problema nasce nella Ginori da una scintilla che è scattata l’anno scorso, nel 2009, ma che lei covava da tempo. La giornalista di Repubblica ha raccontato che era in macchina, un pomeriggio, quando al notiziario radio sentì uno stralcio delle intercettazioni a Giampaolo Tarantini, dove l’uomo affermava che in Italia per avere successo servono donne e cocaina. Le donne accostate alla droga, quindi: le donne come merce di scambio. Dall’indignazione per queste parole scaturisce il suo libro, un libro che parla di cosa è successo nel rapporto tra i generi in Italia negli ultimi vent’anni e in particolare nel 2009: un anno terribile da questo punto di vista, con le veline candidate, le escort, le frasi fuori luogo di Berlusconi come quella che Eluana Englaro poteva avere figli solo perché aveva ancora le mestruazioni, o quella su Rosy Bindi “più bella che intelligente”.

Attraverso gli incontri con altre donne, il libro della Ginori riesce a trovare speranza e a non dire cose qualunquiste, pur parlando chiaramente del problema. Lo fa in modo diretto, usando linguaggi e situazioni che secondo la Valerio arrivano a destinazione e sono in grado di far scattare di nuovo l’allarme. Perché, come ha detto la De Gregorio, prima che sia troppo tardi è necessario riprendere quella rivoluzione interrotta che ha portato importanti risultati: secondo la direttrice dell’Unità siamo infatti vicini a un punto di non ritorno, superato il quale occorreranno decenni per tornare indietro.

“Pensare l’impossibile. Donne che non si arrendono” di Anais Ginori; Fandango, Roma,  2010, pag. 154, euro 14,00

Antonio Scafati

[17-03-2010]

 
Lascia il tuo commento