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Raid contro bengalesi

quattro feriti, domani comitato ordine e sicurezza

Un attacco vile con l'unico scopo di distruggere e mettere in ginocchio un esercizio colpevole di essere gestito da stranieri.
Via Murlo, alla Magliana, domenica sera: venti ragazzi, sempra tutti giovani tra i 20 e i 30 anni, fanno irruzione a volto coperto nel bar al civico 7: pochi minuti, sufficienti per devastare il locale e picchiare tre persone, tra cui il fratello del titolare, e mandarli al pronto soccorso: denti rotti, mandibola fracassata, calci e pugni in nome di niente se non della violenza cieca contro lo straniero invasore e nero: che invece dal niente ha tirato su un'attività che gli consente di vivere dignitosamente in un quartiere popolare, fiero di questo carattere e che, però, conosce oggi una macchia sporca di intolleranza.

Pare che nessuno abbia visto nulla: in linea con i recenti accadimenti che hanno visto altre aggrassioni, di minore entità, una sorta di avvertimento a chiudere baracca e perché no, a togliersi di mezzo. Eppure chi oggi, attonito, osserva i vetri sfasciati e l'interno del locale devastato, nel quartiere ci vive da decenni, ha trovato casa, moglie e formato una famiglia: senza scorciatoie, guadagnandosi la pagnotta lavorando giorno dopo giorno. Il sindaco ha condannato l'episodio, e ci mancherebbe, e la polizia indaga: però nessuno, pare, ha visto nulla. E al titolare del bar non restano che i mobili sfasciati e la paura di una nuova aggressione.

 
 

[15-03-2010]

 
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