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Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009

Il lungo invermo della democrazia italiana secondo Camilleri

Andrea Camilleri e Saverio Lodato hanno presentato l’8 marzo alla libreria Feltrinelli della galleria Colonna il loro libro "Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009, la raccolta degli articoli usciti sulla rubrica “Lo chef consiglia” dell’Unità, da novembre 2008 a maggio 2009. Perché farne adesso un’altra presentazione, allora? Anche Camilleri dice di esserselo domandato, quando gli è stato proposto. Ma poi la risposta l’ha trovata: perché l’inverno continua, anzi: «siamo alla grande gelata».

Insieme a Camilleri e Lodato, a parlare di questo inverno che prosegue c’erano nomi grossi del giornalismo nostrano: Andrea Vianello, conosciuto soprattutto per il programma Mi manda Raitre; Silvia Resta, di La7; Giovanni Maria Bellu, vicedirettore dell’Unità.  

Sia Vianello che la Resta dicono subito che questo libro risulta attualissimo, pur non parlando di attualità: Vianello legge un passaggio del 17 maggio 2009, nel quale Camilleri parla di Bertolaso, lo definisce “un enigma vivente” che riesce a fare tutto; la Resta ne ricorda un altro dove lo scrittore siciliano anticipa lo scontro finale tra finiani e berlusconiani all’interno del Pdl.  

Ma più che dell’inverno politico e culturale che copre i mesi della rubrica, si è parlato di questo inverno che continua, di queste temperature che si sono fatte polari.

Gli argomenti e gli spunti che emergono sono tanti. Vianello e la Resta approfittano dello scrittore per domandargli pareri, sensazioni, chiavi di lettura: lui è disponibile, a volte si fa prendere la mano dal piacere di divagare ma quando vuole le sue parole si fanno dure e dirette.

Si incomincia parlando della televisione, la Resta gli domanda se l’inizio di questo inverno non possa essere rintracciato proprio nel conflitto di interessi, da quando cioè si è cominciato a usare la tv come un’arma. La risposta di Camilleri è che la televisione non esiste: esistono gli uomini che la fanno, e sono quelli che vanno cambiati. Che poi ormai l’Italia viva in una eterna trasformazione della realtà, per lui non c‘è dubbio: basta vedere il comportamento dell’informazione nei confronti della questione delle liste nel Lazio e in Lombardia. Un errore commesso dal partito di maggioranza diventa televisivamente colpa dei magistrati e complotto delle sinistre. Allo stato attuale (che lui definisce una dittatura televisiva) è perfino da rimpiangere la vecchia lottizzazione politica, cosa obbrobriosa ma comunque meno dell’occupazione che c’è adesso.

Sugli scandali più recenti, Camilleri ha un giudizio che all’apparenza sembra morbido, ma in realtà è durissimo: non se ne stupisce più di tanto, sono tutte metastasi di un cancro più grande. Quel che fa infuriare è che nonostante questo susseguirsi di scandali, non succede mai niente.

Giudizio sintetico ma caustico sul Pdl: Vianello gli chiede se crede che il Pdl sia un partito di plastica. No, risponde Camilleri, «è un partito di cartamoneta».

Camilleri non condivide pienamente neanche l’ipotesi di Giovanni Maria Bellu, il quale sostiene che forse siamo vicinissimi al punto di svolta: il livello di esasperazione tra la gente monta sempre di più, e il Governo lo percepisce. Forse siamo prossimi alla fine di questo lungo inverno, forse dice Bellu c’è la possibilità di una schiarita. Che ne pensa Camilleri? Altre parole forti: pensa che in Italia non ci sarà luce fin quando ci sarà Berlusconi, e per prima cosa bisogna farlo sparire democraticamente.

Antonio Scafati

"Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009" di Andrea Camilleri e Saverio Lodato; Chiarelettere, Milano, 2009, pag. 336, euro 14,60.

[10-03-2010]

 
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