Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
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Contro il decreto salvaliste

proteste in città. Bonino ''Stato contro il diritto

La protesta contro il decreto legge con cui il governo ha di fatto riammesso la liste del Pdl legata alla candidatura di Renata Polverini nel collegio di Roma e Provincia - e insieme a questa la lista di Formigoni in Lombardia - è iniziata non appena si è avuta notizia che il Quirinale aveva controfirmato il decreto, venerdì sera. Ed è proseguita nella notte e la mattina successiva con un tam tam di email, sms, telefonate: per chiamare tutti in piazza. Sabato a Montecitorio e al Pantheon e domenica in piazza Navona.

CARTELLI E BANDIERE - Il popolo viola - quello che aveva organizzato il "No-B Day" - è sceso nelle strade con bandiere e cartelli che contestavano il provvedimento. Sit-in autoconvocato sotto al Quirinale: un centinaio di persone, sono rimaste sedute o sdraiate nella piazza con lumini e candele accese. Alcuni manifestanti imbracciavano cartelli di appello a Napolitano. Altri striscioni con la scritta: "E' il funerale della democrazia". Un gruppo di esponenti del Popolo viola si è poi diretto verso Palazzo Chigi, dove i manifestanti hanno formato una catena umana "per proteggere le istituzioni da chi governa all'interno di quel palazzo".

PRESIDIO A MONTECITORIO - Sabato mattina il Popolo viola ha inscenato una mobilitazione in piazza Montecitorio per "chiedere spiegazioni al presidente della Repubblica e agli esponenti del governo sulle ragioni del decreto legge "salvaliste". I manifestanti mostravano cartelli viola con la scritta "Presidente, non abbiamo capito".

LA REAZIONE DELLA BONINO - "Sento un´angoscia profonda - ha confessato la candidata del centrosinistra Emma Bonino - è un momento critico per la democrazia del Paese. E se avessi ascoltato solo me stessa, avrei già detto che con i bari non si gioca". Parole che per un attimo hanno fatto pensare alla possibilità del ritiro, da parte della candidata del centrosinistra, dalla competizione elettorale. "Ma non dipende solo da me - ha rassicurato la Bonino - e credo che in questa circostanza sia necessario un confronto con tutte le altre forze che compongono la coalizione. Perciò - ha proseguito la senatrice parlando alla folla radunata al Pantheon - non realizzeremo sterili e perdenti aventini, ma lanceremo una grande resistenza democratica dell´alternativa possibile". Nessuna intenzione di mollare, dunque, ma la volontà della Bonino di dimostrare di essere "la parte responsabile di questo Paese, perché siamo arrivati al passaggio dallo Strato di diritto allo stato contro il diritto".

LA LISTA PDL -  La prima conseguenza del decreto è che lunedì 8 marzo dalle 8 alle 16, il Pdl avrà l'opportunità di ripresentare le liste. A spiegarlo è il responsabile elettorale del Pdl Ignazio Abrignani: "Il comma 1 del decreto - rileva - fa riferimento a chi è in grado di provare in qualsiasi modo di essere all'interno del tribunale o della corte d'appello entro i termini: e noi abbiamo una dichiarazione del Tribunale che attesta che c'eravamo".

Di fatto, ribadisce l'esponente del Pdl, "lunedì, come prevede il comma 4, potremo depositare le liste all' ufficio centrale circoscrizionale del Tribunale di Roma, dove normalmente si depositano e dove peraltro la nostra documentazione si trova già". Con la lista Pdl potrebbero però rientrare anche altre liste delle 22 inizialmente rigettate dalla Corte d'Appello.

 
 

[07-03-2010]

 
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