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Il caso Majorana

Al Vittoria la vicenda del celebre fisico italiano

Ha debuttato con successo l’altra sera al Teatro Vittoria “Il caso Majorana”, per la regia di Marco Simboli, con Stefano Altieri, Sebastiano Colla, Stefano Fresi, Cristian Ginepro, Andrea Giuliano, Stefano Messina, Claudio Pallottini, Cristina Pellegrino e Carlotta Proietti.

Nel marzo del 1938 Ettore Majorana s’imbarca sul postale Napoli-Palermo, dopo aver espresso in due lettere il proposito di “suicidarsi”. All’età di 32 anni, è il fisico più geniale della sua generazione, quella di Fermi, sotto la cui direzione ha studiato, di Amaldi, di Rasetti e di Segré: i ragazzi di via Panisperna. E’ ordinario all’Università di Napoli e i maggiori scienziati dell’epoca ne ammirano le straordinarie qualità speculative. Di indole solitaria, scontroso, riservato, il giovane Majorana ha, a detta di colleghi e scienziati, le doti per arrivare a scoprire i segreti nascosti del nucleo degli atomi radioattivi. E forse, addirittura, a scoprire come innescare quel processo inarrestabile e devastante che è la bomba atomica. Ma alla vigilia di questa scoperta, o forse, immediatamente dopo (nessuno lo potrà mai dire con esattezza) Ettore Majorana, decide di farla finita, di scomparire dal mondo, di abbandonare la scienza. Meglio ancora, di abbandonare la strada che la scienza ha intrapreso e che lui stesso nel suo ultimo scritto definirà: “una strada, senza ritorno”.

Imbarcandosi sul postale Palermo Napoli, o fingendo di imbarcarsi, Ettore Majorana si dilegua dalla storia, facendo perdere le sue tracce e lasciando dietro di sé uno dei misteri più appassionanti e avvincenti del novecento.

Una scomparsa o suicidio che fa sorgere allora, come ancora oggi, domande e interrogativi pressanti. Qual è il ruolo della scienza? Quale quello degli scienziati, dei tecnici e  degli intellettuali. Fino a dove è lecito inoltrarsi nello studio e la sperimentazione. La scienza deve porsi dei limiti oltre il quale non è più lecito andare?

Domande che lo spettacolo la scomparsa di Majorana pone in risalto riuscendo ad essere, al di là di un fatto teatrale comico, un momento di riflessione profonda e matura.

Sul palco, trasformato in uno studio televisivo dove è in onda un famoso talk show, sotto le direttive e le domande incalzanti di un presentatore attentissimo e padrone di sé, otto attori, nei panni di Enrico Fermi, Edoardo Amaldi, Augusto Bocchini capo della Polizia dell’Italia fascista, di uno storico, di uno psicologo e di altri  personaggi, coadiuvati da contributi video, di telefonate e domande del pubblico in studio (teatro) e da casa, ricostruiscono con ironia e divertimento la vicenda e la personalità di Ettore Majorana.

Lo spettacolo resterà  in scena al Vittoria fino al 14 marzo.

[05-03-2010]

 
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