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Testimoni

Alla Sala Umberto di Roma

Giampiero Ingrassia

Giampiero Ingrassia, Cesare Bocci Giovanni Vettorazzo sono i protagonisti della commedia “Testimoni”, scritta e diretta da Angelo Longoni in scena alla Sala Umberto di Roma. Si tratta di un lavoro teatrale liberamente tratto da vicende realmente accadute.

Due amici, due testimoni casuali di un omicidio consumatosi all'interno della malavita organizzata, decidono di riconoscere e denunciare gli assassini e di testimoniare successivamente al processo contro di loro. I due protagonisti, in continuo pericolo di vita, vivono nascosti in un luogo segreto, isolati e protetti in attesa di deporre. Il futuro che li attende e' sconcertante: dopo aver compiuto il loro "dovere", saranno costretti a sparire, cambiare città, nome, lavoro e identità per preservarsi da eventuali ritorsioni o vendette. E' una condizione in cui si trovano decine di persone in Italia, persone che vivono sotto la protezione fornita dallo Stato in una dimensione nella quale la realtà diventa surreale, in un gioco di distacco dalla propria personalità per impadronirsi di un'identità nuova.

La prospettiva che li attende è  quella di essere qualcun altro, e non solo anagraficamente, devono infatti cambiare professione, abbandonare i loro affetti, distaccarsi dalle loro famiglie per non mettere a repentaglio anche altre vite. Inizia così per i due protagonisti un periodo di apprendistato nel quale dovranno imparare ad essere due persone nuove, coadiuvati da un irritante e implacabile funzionario che ha l'incarico di proteggerli e di addestrarli. In questa situazione da reclusi i due protagonisti si pongono una serie di interrogativi inquietanti e, allo stesso tempo, comici e paradossali, dal momento che la realtà con la quale si devono confrontare muta di continuo. Chi era, veramente la persona che hanno visto uccidere? Un innocente? O a sua volta, un personaggio compromesso con la malavita? Sono attendibili le notizie che diffondono i giornali?

Le stesse persone che si occupano della sicurezza dicono la verità, o la dissimulano per spingerli a testimoniare? Inoltre i due amici devono fare i conti anche con il loro vissuto personale e con il loro passato che sta per essere spazzato via in nome di una giustizia che a loro appare sempre più manipolata e distorta da innumerevoli interessi, verità e menzogne. Ed ecco che affiorano i loro sogni mai realizzati, ciò che avrebbero voluto essere, i loro amori, le loro frustrazioni, la loro confusione. Una confusione rappresentativa di una generazione che fatica a riconoscere se stessa e la società in cui vive.

[05-03-2010]

 
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