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Sognare un'Europa ancora più larga- II parte-

realtà realizzabile oppure utopia?

Dopo l’11 settembre e lo scoppio delle guerre in Afghanistan e Iraq, l’Occidente vive ogni giorno con il rischio di feroci attacchi kamikaze e tutta questa onda di odio è causata soprattutto dall’appoggio politico ed economico che tutto il mondo occidentale, a cominciare dagli Stati Uniti, offre allo stato di Israele che da molti anni vive un lungo conflitto in terra santa contro i palestinesi, che rivendicano da sempre l’esistenza dello stato della Palestina. Un’Europa ancora più allargata con Turchia e Israele nelle vesti di paesi aperti verso il Mediterraneo ed europeizzati sarebbe il massimo dell’integrazione pacifica fra popoli con culture e religioni diverse, ma per il mondo arabo l’appoggio ad Israele non è accettabile e così questo ipotetico allargamento rimane un’ idea quasi impossibile da realizzare. La minaccia continua di attacchi al mondo occidentale, ultimamente lanciata dall’Iran, considerato un pericolo pubblico in primis per il sospetto che possa produrre armi di distruzione di massa, spinge tutta l’Europa ad assumere atteggiamenti cauti e prudenti. A questo bisogna aggiungere anche che l’UE deve fare i conti con la situazione di alcuni paesi dell’est i quali, pur riuscendo ad entrare in Europa, secondo molti storici e giuristi non hanno quelle tradizioni e radici culturali tali da poter vivere in coesione con gli altri paesi europei. La Polonia è stata l’unica nazione ex- comunista che è riuscita ad integrarsi senza troppi problemi, complice soprattutto il lungo pontificato di Papa Giovanni Paolo II, che dette la sua forte impronta per togliere al suo paese i segni del regime sovietico. Il caso della Romania è tuttora molto complesso; dopo la caduta di Ceaucescu nel 1989, il popolo rumeno pur liberandosi del regime, è stato abbandonato a se stesso e ancora oggi paga un prezzo molto alto per un regime totalitario che ha prodotto nel paese tanta povertà, aumentando fortemente il tasso di criminalità da parte di cittadini rumeni che, vivendo di espedienti, tendono a delinquere e i fatti dimostrano che anche in Italia non sono mancati episodi gravi che hanno suscitato forti polemiche, aprendo un grosso interrogativo ovvero quanto sia stato giusto o meno aprire le porte dell’Europa a Bucarest...

continua

[28-02-2010]

 
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