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Sognare un'Europa ancora più larga -I parte-

realtà realizzabile oppure utopia?

La nascita dell’Unione Europea è stato il coronamento di un grande progetto politico lungo quasi sessant’anni; la seconda guerra mondiale si concluse tragicamente con l’eccidio barbaro di molti ebrei deportati nei campi di concentramento, la Germania venne divisa in due parti, Stati Uniti e Urss si rivelarono due forti potenze mondiali, fortemente contrapposte fra di loro a tal punto che dettero vita a quella che storicamente venne definita la guerra fredda. Alla fine del lungo conflitto il primo pensiero di molti statisti europei fu quello di progettare un’ideale di Europa forte, unita, composta dall’unione di stati fortemente coesi e dediti al rispetto delle regole di convivenza sociale. L’Italia uscì dal secondo conflitto mondiale in modo disastroso, pagando un prezzo molto alto per i danni provocati dal nazifascismo, dalle leggi razziali e a quell’epoca parlare di progetto europeo era considerato un azzardo, considerato che la guerra ci lasciò delle profonde ferite che ancora non si erano del tutto rimarginate. Prima della fine della seconda guerra mondiale, il Manifesto di Ventotene fondato dagli antifascisti Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi durante il loro periodo di confino, fu il primo documento che lavorò attentamente sull’analisi di tre fattori: la crisi della società moderna, la realizzazione dell’Europa libera e unita, la riforma dello stato moderno e già in quel periodo non mancarono dubbi e scetticismo sul concetto di Europa unita, visto più come un’utopia piuttosto che un sogno effettivamente realizzabile; non è un caso ma la storia ci racconta che un ex- partigiano e storico socialista di nome Sandro Pertini ritirò successivamente la sua firma dal documento a causa di forti pressioni ideologiche avute dal suo partito. Gli ideali espressi in qual manifesto non furono invece indifferenti ad Alcide De Gasperi, primo fautore del progetto europeo nel primo dopo guerra e il grande patto fra lo storico leader democristiano, Schuman e Adenauer portò con il trattato di Parigi, insieme agli stati del Benelux, alla nascita nel lontano 1952 della CECA, il primo grande passo verso quella che oggi viene chiamata Unione Europea. Desiderare questo tipo di Europa non era un gioco, in quanto si capì subito che oltre al forte desiderio dei singoli stati di unirsi fra di loro, c’era anche il bisogno di perseguire un’unione da un punto di vista economico e monetario, sul fronte politico e della giustizia affinché ci potessero essere degli organi capaci di far rispettare i regolamenti ed infine erano necessari anche dei precetti utili per il rispetto della sicurezza all’interno degli stessi stati.

CECA, CEE ed EURATOM hanno lavorato per lunghi quarant’anni con il fine di spingere anche altri stati ad aderire all’Europa unita e con l’avvento del trattato di Maastricht nel febbraio 1992, ratificato in Italia l’anno successivo, il lungo sogno europeo si è concretizzato, trasformandosi in una storica e bella realtà. L’Europa unita ha portato qualche anno dopo alla proposta di introdurre anche una moneta unica, da molti ritenuta la giusta strada per abolire definitivamente i dazi doganali e aprire le frontiere sul fronte economico e del lavoro. Non sono mancate polemiche e disappunti da parte di stati come la Svizzera, che non è mai voluta entrare nell’Unione Europea, e l’Inghilterra, che in primis non ha aderito al trattato di Schengen e si è opposta soprattutto all’adozione della moneta unica, scegliendo di rimanere legata alla sua vecchia sterlina più per motivi nazionalistici che per questioni di praticità. I paesi scandinavi sono stati gli ultimi ad aderire al progetto europeo; dopo Svezia e Finlandia, l’ultima ad entrare recentemente in Europa è stata la Danimarca, mentre tuttora si discute di una possibile e futura apparizione sulle scene europee della Turchia. Quest’ultima ha una situazione molto particolare in quanto geograficamente è da sempre divisa in due parti; la Turchia europea con capitale Istanbul e quella asiatica con capitale Ankara, ma ciò che caratterizza ancora di più questa nazione è la forte divisione che c’è fra il popolo di fede islamica e quello di fede cattolica. Sappiamo che l’Europa nasce con una cultura che ha le sue radici nel cristianesimo, origini che troviamo espresse anche nella Costituzione italiana la quale racchiude anche il principio di laicità negli articoli 7 e 8, di libertà di culto nell’articolo 19, fondamenta molto importanti ribadite spesso dall’ex- Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in particolare modo il giorno in cui ci fu la nascita della prima carta costituzionale europea. Il mondo islamico viceversa è molto particolare e, ad eccezione degli Emirati Arabi, nella maggior parte dei paesi del Medio Oriente prevale un integralismo dove la donna è considerata oggetto e non è permessa la libertà di culto alle popolazioni con il rischio di pesanti sanzioni penali per chi non rispetta questi precetti. Il fanatismo islamico è talmente forte che la maggior parte degli integralisti molto spesso lo dimostrano con atti intimidatori e minacciosi nei confronti degli altri paesi non integralisti, che loro stessi vedono come i nemici numeri uno da abbattere.

... continua

[28-02-2010]

 
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