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6 Nazioni, l’Italia batte la Scozia 16-12

L’Italia trova la prima vittoria nel 6 Nazioni 2010: a Roma gli azzurri battono gli scozzesi 16-12, con una meta di Canavosio e i piazzati di Mirco Bergamasco. Scozia certamente migliore, che con Parks (alla fine Man of the match) domina il gioco tattico, ci costringe a soffrire e sfiora più volte la meta. Ma la difesa azzurra resiste, e alla fine a decidere l’incontro è quello che dall’Italia non ti aspetti: una bellissima azione alla mano.

L’Italia approccia la gara col piglio giusto. Già al terzo minuto la palla scorre in attacco e arriva sull’out, ma Mirco Bergamasco non è preciso nella ricezione. La solidità in difesa è ormai una caratteristica dell’Italia, che nei primi minuti non soffre l’avversario e lo costringe nella sua metà campo.

Al 10° minuto gli azzurri sbloccano il risultato: Mirco Bergamasco centra i pali, e si ripete subito tre minuti dopo. Il vantaggio di 6-0 sembrerebbe poter indirizzare bene la partita, ma pian piano gli ospiti cominciano a carburare. Il primo sussulto al pubblico del Flaminio gli highlanders lo provocano al 18°, quando Parks calcia il primo di una lunga serie di perfetti calci di spostamento che metteranno l’Italia in difficoltà per tutta la gara. Dall’attacco che ne consegue, gli scozzesi trovano una punizione e Parks accorcia le distanze. L’Italia è compatta in difesa, ma imprecisa nel gioco tattico, e lentamente gli ospiti prendono in mano la partita, rinchiudendo gli azzurri nella propria metà campo. La Scozia raggiunge il pareggio al 31°, con la seconda punizione di Parks. E il sorpasso potrebbe concretizarsi sul finire del primo tempo, ma da posizione molto angolata stavolta Parks fallisce il piazzato del possibile 6-9.  

Il secondo tempo non cambia gli equilibri. La Scozia riprende da dove aveva lasciato, tenendoci a ridosso della nostra linea dei 22 con un gioco tattico impeccabile. Il momento è difficile per gli azzurri, che però trovano il modo di andare di nuovo in vantaggio sfruttando una punizione che Mirco Bergamasco non sbaglia. Ma è la Scozia a fare la partita: gli highlanders producono nella prima metà del secondo tempo il loro sforzo maggiore, e per l’Italia sono minuti lunghissimi e faticosissimi. Gli scozzesi attaccano in tutti i modi: trovando tanti piccoli break, spostando bene la palla con i calci di Southwell e soprattutto di Parks, avanzando di forza. Al 45° il Tmo nega la meta agli scozzesi, ma dalla successiva mischia a 5 metri, dopo averle provate tutte, gli ospiti si accontentano di prendere 3 punti con un facile drop di Parks: punteggio sul 9-9. L’Italia non riesce a cambiare l’inerzia del match: gli assalti sono sporadici, confusi, pieni di aggressività ma disordinati, e gli errori vanificano gli sforzi. Le prime sostituzioni sono al 51°, quando Mallett spedisce in campo Canavosio al posto di Tebaldi, un cambio che si rivelerà azzeccato. Ma nel frattempo è sempre la Scozia la squadra migliore, tanto che al 64° completa il sorpasso con una punizione di Parks. La partita sembrerebbe avviarsi verso una meritata vittoria degli ospiti, migliori in tutte le fasi di gioco, eppure al 66° l’Italia costruisce finalmente un’azione ben fatta. Gonzalo Canale con una bellissima corsa diagonale taglia tutta la difesa scozzese; un placcaggio lo blocca poco prima della linea di meta, ma con un perfetto off load Canale consegna l’ovale a Canavosio, che deve solo concludere il lavoro e schiacciare la palla. Mirco trasforma, e porta l’Italia avanti 16-12. La Scozia non ci sta: si riversa subito nella nostra metà campo, aggredisce la trincea azzurra e al 71° è nuovamente il Tmo a dire di no alla meta degli ospiti. Non succede molto altro: gli azzurri reggono l’urto scozzese e riescono a vincere una partita che non avrebbero meritato. Ma, nella bolgia del Flaminio in delirio, questo davvero non conta.

Antonio Scafati
 
 

[28-02-2010]

 
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