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Mostra Caravaggio a Roma

una trentina di capolavori assoluti alle Scuderie del Quirinale

Di Giuseppe Duca
 
Una trentina di capolavori assoluti di Caravaggio, solo quelli storicamente accreditati come autografi, sono esposti alle Scuderie del Quirinale per la grande mostra che celebrera il IV centenario della morte del genio lombardo. Dal “Bacco” degli Uffizi ai “Musici” del Metropolitan Museum, dalla “Cena di Emmaus” della National Gallery di Londra alla “Deposizione” della Pinacoteca Vaticana fino all'”Annunciazione” di Nancy, la rassegna presenta al pubblico gran parte della produzione di Michelangelo Merisi, riunita insieme per la prima volta. Un'esposizione eccezionale, organizzata dall'Azienda Speciale Palaexpo con Mondomostre e in collaborazione con il ministero dei Beni Culturali e la Soprintendenza del Polo Museale Romano (con il supporto di Cariparma), che ha lo scopo di illustrare la summa indiscutibile del maestro seicentesco, fra gli antichi senza dubbio il pittore più amato, capace di richiamare folle di appassionati da tutto il mondo. Fare chiarezza sull'opera di Caravaggio non è cosa facile, negli ultimi anni si sono susseguiti gli annunci di ritrovamenti clamorosi, con il conseguente, acceso dibattito tra gli storici dell'arte, mentre numerose rassegne hanno sollecitato l'interesse del pubblico, spesso a sproposito. Per questo, l'occasione delle celebrazioni per il IV centenario è stata colta al volo per cercare di dare un punto fermo all'arte e alla tecnica insuperata di Michelangelo Merisi, anche affrontando nodi tuttora irrisolti sul suo modo di lavorare, le ipotetiche collaborazioni, l'esistenza o meno di una bottega. Una vita ancora a tratti avvolta di mistero, segnata dal marchio di pittore maledetto che ne ha fatto un'icona moderna e ormai stereotipata, che rischia di oscurarne paradossalmente il genio. "La mostra alle Scuderie è Caravaggio, nel senso che le opere del Merisi esposte sono quelle cosiddette certe, su cui nessuno ormai pone questioni - ha spiegato Claudio Strinati, ideatore della rassegna -. I suoi quadri sono pochi non ne dipinse più di quaranta, distinguendosi dai manieristi che invece facevano chilometri quadri di affreschi”.

La selezione delle opere e l'allestimento della mostra romana sono dunque mirati a esaltare il confronto tra tematiche e soggetti uguali, una sorta di fil rouge realizzato per la prima volta grazie a prestiti eccezionali. Così accanto al “Ragazzo con il canestro di frutta”, si apprezza il “Bacco” degli Uffizi, dove Caravaggio dipinse un'altra eccelsa natura morta, due opere mai messe a confronto diretto. In ambito sacro, invece, sono affiancate alcune delle grandi pale d'altare romane e altre del periodo siciliano, tra cui il “Seppellimento di Santa Lucia”, punto estremo della tragica parabola esistenziale del Merisi e le due versioni della “Cena in Emmaus” (dalla National Gallery di Londra e da Brera). O ancora i “Musici” dal Metropolitan Museum con il “Suonatore di liuto” dell'Ermitage, fino alle tre versioni del “San Giovanni Battista” (dai Capitolini e dalla Galleria Corsini di Roma, e dal Nelson-Atkins Museum di Kansas City). Non mancano, infine, quelle opere viste più raramente in rassegne temporanee, come la “Deposizione” dai Musei Vaticani, l'”Annunciazione” dal Museo di Nancy (restaurata per l'occasione in un progetto congiunto Italia-Francia) o anche l'”Incoronazione di Spine” dal Kunsthistorisches Museum di Vienna.

La mostra chiuderà i battenti il prossimo 13 giugno.

[26-02-2010]

 
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