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Democrazya 2009

in un dvd Marco Travaglio racconta il 2009

Democrazya 2009 di Antonio Scafati

Alla libreria Feltrinelli di via Appia Nuova, Marco Travaglio ha presentato il 25 febbraio Democrazya 2009, un dvd che raccoglie alcune delle puntate di Passaparola, i video che Travaglio trasmette tutti i lunedì alle 14,00, in diretta sul blog di Beppe Grillo e su quelli collegati.  

Il dvd è  un riassunto per immagini, fatti e considerazioni del 2009 da poco trascorso. È una panoramica che affronta un’infinità di argomenti: il terremoto in Abruzzo, la morte di Eluana Englaro e il polverone politico che ha sollevato, le prese di posizione di Veronica Lario, le norme sulle intercettazioni telefoniche, le rivelazioni di Ciancimino jr, il decreto sulle ronde e tanto altro.

Già di per sé, quindi, il dvd non si fa mancare nulla. Però Travaglio nell’ora che ha trascorso sul palchetto della Feltrinelli è andato più a fondo, toccando altri argomenti e dipingendo uno spaccato sociale e politico di oggi e più in generale di questi anni di Seconda Repubblica. La riforma della giustizia di cui tanto si parla? Chiacchiere, visto che in questi anni di leggi sulla magistratura ne sono state fatte un’infinità, e tutte hanno rallentato il corso del processi. La procura di Roma? Non riesce mai a scoprire reati di sua competenza, eppure non è mai stata visitata dagli ispettori ministeriali. E poi Travaglio parla della recente vicenda del senatore Di Girolamo, di quella di Bertolaso, di Dell’Utri, della corruzione fatta ormai alla luce del sole, degli intrecci oscuri della nostra classe dirigente, di Confindustria e del Lodo Alfano, dei suoi colleghi (Minzolini, Belpietro, Feltri) e del Pd, colpevole del pasticcio fatto in Puglia e soprattutto incapace di capire cosa sta accadendo al di fuori del ‘palazzo’, dove il clima si fa sempre più caldo.

La gente è stanca, sostiene Marco Travaglio, l’atmosfera assomiglia sempre di più a quella che c’era nel ’92-’93, quando la Prima Repubblica venne travolta sì da tangentopoli, ma anche dalla rabbia dei cittadini. Sta per saltare il tappo, come ha detto Paolo Mieli. E se questo tappo salterà davvero, dice Travaglio, a venirne investiti saranno tutti, destra e sinistra, perché tutti hanno responsabilità. Nel ’92 nuovi partiti si affacciavano sulla scena, e chi era stufo della classe politica della Prima Repubblica ci si poteva aggrappare. C’era la Lega, c’era La Rete. Oggi i politici che abbiamo hanno già tutti governato. Conclude Travaglio che enorme sarà quindi il vuoto da riempire, e la speranza è di riempirlo meglio di come si è fatto passando dalla Prima alla Seconda Repubblica.

[26-02-2010]

 
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