Giornale di informazione di Roma - Martedi 12 dicembre 2017
 
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Tacco a spillo
 
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Porta Portese

Come Alice nel paese delle meraviglie...

Claudio Baglioni anni fa ambientò una canzone a Porta Portese. Il protagonista, un soldato in licenza, fa un giro tra le bancarelle dello storico mercato romano, si ferma a guardare la merce e gli strani personaggi che la vendono, finchè non scorge la sua ragazza insieme ad un altro e gli prende un coccolone.

A parte il tragico epilogo delle strofe di Baglioni, Porta Portese rimane un posto meraviglioso e pieno di sorprese, dove storia e globalizzazione si fondono. Oggi più che mai è un melting pot di culture nel cuore del centro storico. E’ un fiume di roba e di gente che si estende ogni domenica lungo il Tevere, tra Trastevere e Testaccio.

Ci puoi trovare i personaggi più particolari, le facce più strane e oggetti di ogni fattezza. In verità oggi rintracciare un romano d.o.c. a Porta Portese è molto difficile, ma anche in versione multi-culturale e travestito da ombelico del mondo, questo mercato rimane sempre una tra le attrattive cult di Roma.
Adoro Porta Portese, ci vado una domenica sì e una no, da quando ero piccola.
Mi piace passarci la mattinata, guardarmi intorno, spulciare tra i banchi dell’usato e comprare quello che mi serve.

Verso le 10 si cammina bene, due ore dopo invece c’è la calca. L’unica cosa fastidiosa sono i borseggiatori che scippano chi gira con il portafogli nelle tasche e il naso all’insù.
C’è il settore dell’antiquariato che è il più tranquillo, anche il più elitario se vogliamo, addirittura caro aggiungerei. Ci sono i camioncini che vendono da mangiare… ma io vi consiglio di digiunare!

La miglior bancarella è quella proprio sotto Porta Portese, 20 metri a sinistra, che vende borse vintage di vera pelle: 10 euro sul banco, 25 euro le Luis Vuitton usate ma in buono stato.
Segnalerei anche, all’inizio di Via Ippolito Nievo, un banco minuscolo, un metro per uno e mezzo, che vende perline grandi come nocciole a 20 centesimi.
Ce ne sono di tutti i tipi: di vetro, di metallo, di plastica, verniciate, soffiate e di tutti i colori.

Anni fa (è da tempo che non ne vedo più) capitava di trovare tra la folla anche chi vendeva cuccioli di cane e talvolta di gatto e anche, sempre all’entrata, quelli che vendevano gli uccellini, le paperelle, le tartarughe e i criceti ma, anche loro, non vengono più da un pezzo.

Porta Portese è un posto magico: entri, giri senza mèta e il cervello spazia per ore e ore. Ti guardi intorno e senti che il tempo non esiste. O almeno a me ha sempre dato questa sensazione bellissima.
A parte questo, è sempre uno dei mercati più convenienti per comprare gli oggetti del quotidiano: dalla tenda all’impermeabile, dal deodorante al pentolino per farsi il cappuccino con la schiuma, dai calzini in microfibra alla statuetta di legno made in Africa. Secondo voi qual è la bancarella più bella?

A. Pietroforte

ale_pietroforte@libero.it

[15-02-2007]

 
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