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Andrini si autosospende

''mi dimetto per senso di respansibilità''

Stefano Andrini, ex amministratore delegato Ama Stefano Andrini si è autosospeso dalla carica di amministratore delegato di Ama Servizi Ambientali. La decisione è arrivata dopo che il suo nome è apparso nell’inchiesta sul riciclaggio di denaro sporco e frode ad altissimi livelli.

Andrini avrebbe aiutato il senatore Nicola Paolo Di Girolamo – sulla cui testa pesa l’accusa di aver comprato voti dall’andrangheta – a acquistare una casa in Belgio per poter spostare li’ la residenza e da qui essere eletto. Di piu’, nelle carte dell’ordinanza che ieri ha portato all’arresto di 55 persone, l’ex ad di ama viene descritto come istigatore e Di Girolamo come esecutore materiale. Attività che sarebbero state istigate dall’imprenditore Gennato Mokbel, già agli arresti per la stessa inchiesta.

“Mi dimetto – ha scritto Stefano Andrini in una nota- sebbene io sia totalmente estraneo alla vicendo, non sia neanche iscritto nel registro degli indagati ma per senso di responsabilità istituzionale e per evitare strumentalizzazioni politiche”.

Andrini, fin dalla sua nomina ai vertici dell’azienda era stato oggetto di aspre critiche per il suo passato di attivista di estrema destra, che lo portarono inncarcere con l’accusa di tentato omicidi per aver colpito a sprangate, vent’anni fa, un gruppo di giovani di sinistra. Il sindaco Alemanno lo aveva fortemente voluto come amministratore delegato di Ama e lo difese dalle critiche del centrosnistra capitolino. Oggi ha detto che è come se si sia dimesso e che attende l’esito delle indagini della magistratura, sicura della sua innocenza.

[24-02-2010]

 
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