La Lazio torna nel suo habitat naturale di questa stagione 2009-10: la sconfitta esterna. I biancocelesti dopo l'exploit di Parma di sette giorni fa, perdono al Berbera di Palermo per 3-1 contro la squadra rosanero dell'ex Delio Rossi in una gara che, probabile errore arbitrale sul rigore del 2-0 a parte, è stata giustamente vinta dai siciliani. L'undici di Edy Reja, infatti, si è svegliato troppo tardi e la reazione non è bastata a riprendere una partita segnata fin dalle battute iniziali. In questa seconda trasferta consecutiva il neo tecnico della Lazio ripropone Mauro Zarate dal 1' - a fargli spazio è come al solito Tommaso Rocchi - e conferma Cristian Ledesma in cabina di regia a discapito del povero Baronio, nemmeno convocato. LA PARTITA - La gara è subito in salita per i biancocelesti che dopo nemmeno un minuto sono subito in svantaggio: lancio dalle retrovie di Nocerino che coglie impreparata la difesa laziale. Ne approfitta il giovane Hernandez - schierato al posto del febbricitante Cavani - che controlla al volo la sfera, fa sbandare con una finta Kolarov e batte Muslera. Il gol è come una doccia fredda sulla Lazio che non riesce a reagire e subisce le giocate del giovane uruguaiano e di Fabrizio Miccoli, ottimamente supportati da Pastore sulla trequarti. Alla mezzora ancora su un lancio filtrante la retroguardia laziale sbaglia tutto e Miccoli, a tu per tu, con Muslera viene atterrato in area dal portiere uruguaiano. Il rigore è dubbio - non è chiaro nemmeno dai replay se l'attaccante rosanero venga effettivamente toccato -, ma l'arbitro Rocchi di Firenze concede il penalty che lo stesso mini-bomber del Palermo trasforma. Nell'occasione Muslera è stato anche ammonito e, diffidato, salterà il prossimo turno di campionato. Nel finale di primo tempo, finalmente, si vede anche la Lazio con una conclusione di Floccari, parata da Sirigu.
LA RIPRESA - Edy Reja nella seconda frazione inserisce Julio Cruz al posto di Lichtsteiner e la Lazio prova a spingere di più nella metà campo rosanero. I biancocelesti giocano meglio, ma come al solito a mancare è la precisione. Due buone occasioni sono fallite da Stefano Mauri e così ancora una volta alla mezzora il Palermo segna. Hernandez serve una palla in profondità per Budan in netto fuorigioco, l'attaccante rosanero, però, si disinteressa del pallone e alle spalle di tutti arriva come un fulmine Nocerino che, tutto solo, infila ancora Muslera. 4' minuti dopo Kolarov prova a riaprire i giochi segnando il gol della bandiera con un bel sinistro che lascia immobile Sirigu, ma ormai è tardi per recuperare il risultato e al triplice fischio la Lazio si ritrova nuovamente invischiata in una difficile situazione di classifica a soli due punti dal Livorno terzultimo.
LE REAZIONI - «Non ho mai protestato contro gli arbitraggi, anche se siamo stati spesso danneggiati; ma ora dico che il calcio deve ritrovare credibilità», ha detto lo stizzito presidente Lotito a fine partita ai microfoni della Rai. «Sul rigore fischiato a Miccoli - ha poi aggiunto - Muslera mi ha giurato sulla famiglia di non aver toccato l'avversario: Miccoli avrebbe avuto il coraggio di dirlo, se glielo avessero chiesto? Certi giocatori devono andare a un corso per cascatori. Non ho mai pensato che da parte degli arbitri ci fosse una certa volontà. Ma se è così, ce lo dicano e noi ci adeguiamo».
Francesco Lanna
Palermo-Lazio 3-1
Palermo (4-3-1-2): Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Nocerino, Liverani, Migliaccio; Pastore (27’ st Simplicio SV); Miccoli (16’ st Budan), Hernandez (39’ st Bertolo). Allenatore: Rossi.
Lazio (3-5-2): Muslera; Biava, Stendardo, Dias; Lichtsteiner (1’ st Cruz), Brocchi, Ledesma, Mauri (16’ st Matuzalem), Kolarov; Zarate, Floccari (36’ st Rocchi). Allenatore: Reja.
Arbitro: Rocchi di Firenze (Galloni e Marzaloni; Velotto).
Reti: 1’ Hernandez, 29’ Miccoli (rig.), 30’ st Nocerino, 34’ st Kolarov.
Ammoniti Sirigu e Bovo nel Palermo; Muslera, Biava e Dias nella Lazio.
[21-02-2010]
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