Giornale di informazione di Roma - Venerdi 15 dicembre 2017
 
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E la Roma va

Battuto di misura anche il Catania: decide Vucinic. Inter a +5.

Meno cinque. Solo questo sembra contare, dopo una brutta partita, contro un avversario ostico e complicata da una serie di pesantissime assenze. Ci sono volute l'esperienza e il cinismo di una grande squadra, per avere ragione di un Catania non arrembante ma molto ben disposto in campo.

A Totti, Toni e Julio Sergio si aggiungono le defezioni dell'ultimo minuto di Mexes (problemi personali) e, soprattutto, di David Pizarro. E se Brighi non può svolgere il compito del cileno, Ranieri decide di puntare, in attacco, su velocità e fantasia: Cerci fa l'esterno destro, Taddei il suo dirimpettaio, Menez il trequartista e Vucinic la punta. I primi minuti sono complicati: il Catania fa molto possesso di palla, e la Roma prova sporadiche sortite sulle fasce. Alla prima occasione, però, i giallorossi vanno in vantaggio, con Vucinic che mette in rete al volo un corner di Menez. E' un gol che pesa come l'oro massiccio, vista la difficoltà degli uomini di Ranieri, senza Pizarro, nel costruire gioco. Il Catania, che evidentemente vede devastati i piani di Mihajlovic, reagisce timidamente su un paio di calci piazzati, ma è la Roma, pur a ritmi compassati, a rendersi pericolosa: al 29' ancora Vucinic, lanciato da Cerci, salta Andujar ma non riesce a concludere. Soprattutto, l'occasione buona per il raddoppio ce l'ha, allo scadere, De Rossi, che dopo un paio di rimpalli si trova un pallone d'oro da due passi, ma la sua conclusione è deviata miracolosamente da Andujar.

Il secondo tempo, che pure si apre con un brivido (Maxi Lopez fermato in fuorigioco, a tu per tu con Doni), vede calare ulteriormente i ritmi. Mihajolovic ci prova, inserendo Martinez per Llama. Dall'altra parte, Ranieri vede i suoi incredibilmente leggeri, nella gestione della palla e in fase propulsiva. Così, cerca la sostanza di Perrotta al posto di Cerci (presente a tratti, come Menez), e poi quella di Faty proprio al posto del fantasista francese. Tuttavia, il Catania non è incisivo, nonostante i troppi palloni persi dal centrocampo giallorosso. Nell'ultima frazione di gara, spazio a Julio Baptista e Morimoto. Il simbolo della gara: gli ultimi 5 minuti, disputati tutti sulla bandierina del corner da Taddei e Julio Baptista, senza che i siciliani riescano a interrompere la melina (animi leggermente surriscaldati, nel finale).

Che fosse una gara complicata, era prevedibile. Che la necessità di schierare giocatori poco impiegati peggiorasse la situazione si sapeva. Che l'imprevisto stop dell'Inter ieri sera facesse tremare le gambe a qualche giocatore si sarebbe potuto immaginare. Così, c'è stata necessità del Ranieri-pensiero tirato al massimo per portare a casa i tre punti: cinismo, cinismo, cinismo. Che però non basterà per Europa League e Napoli: due gare fondamentali per capire che finale di stagione sarà, in casa Roma. Intanto, la striscia positiva continua.

Simone Luciani

Roma-Catania 1-0

Roma: Doni, Cassetti, Juan, Burdisso, Riise, De Rossi, Brighi, Cerci (21' st Perrotta), Menez (29' st Faty), Taddei, Vucinic (35' st Julio Baptista). A disp.: Lobont, Andreolli, Motta, Tonetto, All.: Ranieri.

Catania: Andujar, Alvarez, Silvestre, Spolli (35' st Morimoto), Capuano, Izco, Augustyn, Ricchiuti (26' st Delvecchio), Llama (17' st Martinez), Maxi Lopez, Mascara. A disp.: Kosicky, Potenza, Carboni, Terlizzi. All.: Mihajlovic.

Arbitro: Bergonzi di Genova.

Marcatore: 17' pt Vucinic.

Note: presenti 35 mila circa. Ammoniti Mascara, Faty, Perrotta, Maxi Lopez.

[21-02-2010]

 
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