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Lourdes

di Jessica Hausner. Con Sylvie Testud, Bruno Todeschini

di Rosario Sparti

Christine ha trascorso la maggior parte della sua vita sulla sedia a rotelle. Per sfuggire all'isolamento, decide di compiere un viaggio a Lourdes, mitico luogo di pellegrinaggio dei Pirenei. Una mattina si sveglia, apparentemente guarita grazie a un miracolo.

Dopo aver riportato notevole successo critico all’ultimo Festival di Venezia, arriva nel nostro sale il discusso film della regista austriaca Jessica Hausner. La regista, riuscita a ottenere il permesso per girare nel santuario di Lourdes, si muove tra i luoghi della preghiera con uno stile minimalista ed un umorismo, beffardo ma sotterraneo, che ricorda le opere di Bunuel e Tati. Una straordinaria Sylvie Testud si muove, tra spaesamento ed illogica allegria,  in questa fiera della commedia umana alla ricerca di qualcosa d’indefinito, probabilmente della salvezza regalata da una presunta normalità.

Il film evita analisi sociologiche o letture psicologiche, così sceglie d’osservare, con uno sguardo laico dalla programmatica freddezza, la vita dei pellegrini, in stile documentaristico. L’ascetismo dei luoghi si riflette nelle scelte registiche, attraverso una sequela d’inquadrature fisse che compongono un mosaico di quadri dalla straordinaria composizione visiva. I personaggi della pellicola sono costretti a confrontarsi con il miracolo, attraverso l’incrinatura della logica e l’irrompere del dubbio, finendo per porsi tutti la stessa domanda: “Perché proprio a lei?”, ed è in questa domanda che è contenuta tutta la meschinità del vivere comune, delle barriere poste dalla società nel raggiungimento della propria realizzazione e serenità.

Una tragedia della condizione umana che si riflette negli occhi individualistici di certa umanità piccola in cerca di sovrastrutture, che solo a parole possono regalare la speranza e che per questo di fronte all’inatteso riescono solo a reagire ipocritamente. Una pellicola di straordinaria bellezza e crudeltà che getta uno sguardo sulla ricerca umana della felicità e dell’impossibilità del suo conseguimento, come traspare dall’ironico e tragico, al tempo stesso, finale aperto.

 

 


Secondo te quanti euro merita??
 

[19-02-2010]

 
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