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Tacco a spillo
 
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San Valentino e il manuale d'amore

Per commentare San Valentino mi sento la persona meno adeguata: odio le ricorrenze forzate, le cene in un ristorante dove ci sono solo coppie che si fissano, le smancerie in generale e poi, diciamola tutta, sono una che, senza dover cercare una buona scusa, i Baci Perugina li mangia pure a ferragosto se ne ha voglia…

Allora commenterei volentieri qualcosa che sicuramente resta nel tema “love”, ma che è senza dubbio più divertente di un mazzo di rose rosse comprate per l’occasione: “Manuale d’amore 2 ”, il film che tutti noi, volenti o nolenti, abbiamo visto in questi giorni.

Premetto che il primo Manuale d’amore non mi era rimasto poi così impresso, non perché io sia una cultrice del cinema d’autore o perché voglia fare la snob, non sono proprio il tipo. A prescindere da questo, sono andata al cinema piena di belle speranze (non tradite) e curiosa di vedere questa a lungo discussa scena di sesso bollente tra la Bellucci e Scamarcio.

Dunque, a parte il fatto che lui sta in mutande tutto il tempo e ci mostra quei bei quadricipiti da ranocchio infreddolito, bisogna riconoscere che come attore non è niente male, contrariamente alla tanto decantata Monica che recita con la verve di una trota morta. Lui sicuramente è bello oltre che capace, ma mi sono chiesta se in ospedale non sia consuetudine fare la fisioterapia con un paio di comunissimi calzoncini. Anche corti sarebbero andati bene, ma forse no, il regista la sa lunga e ha capito che a noi donne piace la mutanda, bianca soprattutto!!!

Ma torniamo alla nostra cara amica Bellucci: per fortuna dice poche battute, senza espressività, senza particolare intensità, ma d’altra parte il suo ruolo è quello di una che mette le corna al marito una settimana prima del matrimonio, che pensieri profondi vuoi che esprima?…. Ciononostante Monica centra l’obiettivo e riesce ad essere credibile nella parte della sensualona da corsia ospedaliera.

Ci tengo a precisare che non la critico perché è bella, dopotutto ci sono milioni di donne dotate di notevole avvenenza …ma propongo una riflessione: ci sono donne belle ma non perfette come attrici che però si impegnano per migliorare la propria recitazione e provano a calarsi in ruoli diversi. Ma lei no! e imperterrita non si scosta mai dalla parte della bonazza mangiauomini. La nostra Monica sarà pure affascinante e avvenente ma non è brava come la Bobulova (della quale però si parla molto meno) che si è cimentata in un ruolo difficile, quello di una donna che non riesce a restare incinta e perciò si sottopone a forti cure ormonali per preparare i suoi ovuli ad essere fecondati in una clinica di Barcellona. Moglie esasperata ed esasperante con un marito bambinone (interpretato da Fabio Volo che ben incarna il ruolo del maschio poco maturo e irresponsabile), l’attrice non risulta nè antipatica, nè noiosa.

E ora finalmente passiamo ad argomenti più intensi. La scena di sesso sulla sedia a rotelle con Scamarcio è molto meno erotica di come era stata descritta dai media e dai protagonisti stessi. In primis una mensa ospedaliera grigia e fredda non mi sembra il posto più intrigante dove darsi da fare; in secondo luogo dal momento in cui lei si sfila lo slip da sotto la gonna (lo ammetto: con grande sensualità e maestria) partono delle inquadrature ampie dall’alto che rompono ogni emozione e coinvolgimento. E poi un’osservazione tecnica: l’acrobazia amorosa è riuscita solo grazie ai sandali alti 15 centimetri indossati per l’occasione dalla fisioterapista.

Vabbè, per par condicio distruggiamo un po’ anche Scamarcio: con le sue spalle strette (tolti gli occhioni verdi) fisicamente non ha nulla di più di Fabio Volo...

Un applauso invece a Sergio Rubini e Antonio Albanese che hanno saputo parlare in modo leggero di omosessualità e pacs, senza però ridurre l’episodio ad un carnevale di Rio.

In ultimo c’è Verdone (anche se avrei presentato i 4 episodi partendo dall’ultimo e finendo con lo Scamarcio sulla sedia a rotelle)…Ebbene Verdone è Verdone, non c’è nulla da dire: è brillante, comico, impacciato, tenero ed esaurito come sempre, un grande professionista che non delude mai.
Ah, dimenticavo, c’è Bisio che fa da voce narrante e, dulcis in fundo, si scopre essere il … (lo scoprirete solo alla fine del film!).

Comunque, siccome febbraio, per tutti gli scolari è tempo di pagelle, anche noi diamo i voti:
Manuale d’amore 7 e mezzo
San Valentino N.C.

A. Pietroforte

ale_pietroforte@libero.it 

[14-02-2007]

 
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