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La storia del Casilino 900

da 40 anni zona di degrado e illegalità

Da 40 anni il Casilino 900 era l’indirizzo di una zona franca nella quale degrado e illegalità imperavano e si viveva ai limiti.

Le prime baracche spuntarono nel 1972, da allora in una specie di discarica a cielo aperto sono cresciute tre generazioni di nomadi. Le condizioni di vita del Esilino 900 furono condannate,  duramente, perfino dall’Unione Europea.  Nell’estate 2008 il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Thomas Hammarberg non usò giri di parole e le definì
“ inaccettabili”.

Il campo nomadi abusivo era uno dei più grandi d’Europa: negli ultimi mesi ospitava almeno 650 persone tra macedoni, kosovari, bosniaci e montenegrini.  

Decine, negli anni, i tentativi delle amministrazioni comunali per arginare il degrado, tutto inutile.
Non si contano in questi anni  i blitz da parte delle forze dell’ordine per “bonificare“ l’area, ma ogni volta dopo il sequestro di merce rubata e qualche arresto tutto tornava come prima.

Il Casilino 900 è stato il primo campo interessato dal censimento , messo in atto dalla Croce Rossa nel settembre 2008, magiudicato poco efficace dall’amministrazione capitolina. Un anno dopo è stata la volta del fotosegnalamento, che ha preceduto le operazioni di sgombero

 
 

[15-02-2010]

 
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