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Sanatoria dei manifesti abusivi

botta e risposta in Comune, ma il governo sana tutto

Tra le nuove regole per il decoro in città, come si sa, c’è anche l’inasprimento dei controlli e delle multe per chi affigge manifesti abusivi. Un modo per evitare l’invasione di manifesti selvaggi durante la campagna elettorale, peccato però che ora arrivi il condono preventivo. Lega Nord e Pdl hanno infatti presentato un emendamento al cosiddetto decreto milleproroghe.

Si tratta della ormai tradizionale sanatoria che arriva proprio in piena campagna elettorale e che consentirà a chi affigge manifesti abusivi di chiudere la partita pagando 1000 euro per ogni provincia in cui è stata commessa l’infrazione. Ci sarà tempo fino al prossimo 31 maggio.

Un provvedimento simile era stato già varato l’anno scorso e non è certo una novità. L’affissione abusiva, prima reato penale poi, nel 1994, declassata a semplice sanzione amministrativa, è da anni soggetta a diversi condoni, tutti ovviamente bipartisan. Il primo arrivò nel ‘96 sotto il governo di centrosinistra ma con l’appoggio dell’opposizione, poi fu la volta -  era il 2001 - del centro destra di governo e un altro ancora arrivò nel 2005. Nel 2007 è arrivata l’idea di far pagare almeno le spese di defissone a chi attaccava dove non doveva. Ma, anche per questo provvedimento, immancabile, è arrivata la sanatoria.

Stavolta il condono è preventivo e, a parte quella dei radicali, nessuna voce si è levata contro il nuovo sconto per chi imbratta. Oltre a danneggiare l’immagine e il decoro della nostra città chi attacca manifesti abusivi cavandosela con un migliaio di euro di sanzione reca un danno anche alle casse dei comuni che non solo devono spendere soldi per staccare la carta dai muri ma non possono nemmeno contare sulle entrate ricavate dalle sanzioni.

[10-02-2010]

 
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