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Di Pietro al Pd: ''Assieme per battere Berlusconi''

Dal palco del Congresso, il leader dell'Idv tende di nuovo la mano a Bersani

di Filippo Pazienza

Sempre presente, sempre al centro dell'attenzione. Da sinistra è ancora una volta quella dell'Italia dei Valori la voce che si alza con maggiore decisione contro l'attuale governo. Complice anche gaffe e indecisioni varie che hanno recentemente accompagno il cammino del Pd, il partito di Di Pietro resta il più acerrimo antagonista della maggioranza di centrodestra. L'ultimo guanto di sfida è stato lanciato domenica, al termine della tre giorni di lavori che ha caratterizzato il primo Congresso nazionale dell'Idv. Dal palco di Roma, il concetto espresso da Di Pietro è il solito, forte e chiarissimo: "Io voglio sconfiggere la politica di Berlusconi. La sua persona l'affido ai magistrati".

Se l'obiettivo è ormai noto, Di Pietro (rieletto per acclamazione alla guida del partito) ha nuovamente tracciato la strada a suo dire più adatta per raggiungerlo: "La fusione col Pd non è una prospettiva immediata ma, come dice il mio amico Bersani, di opposizione di muore e io non voglio invecchiare facendo opposizione a Berlusconi aspettando che vada in pensione". Un accordo col Pd (e con parte della sinistra più estrema), quindi, per abbattere il Pdl a partire dalle prossime Regionali di fine marzo: "In Campania (dove l'Idv appoggerà Vincenzo Di Luca, sindaco di Salerno e candidato del Pd alla regione, ndr), e questo vale per tutte le altre regioni, se l'Idv va da sola fa una bella figura ma consegna tutte e 13 le regioni a Berlusconi, questa è la verità. Basta con la piazza, con l'opposizione. Questa è l'ora dell'alternanza".

Pensiero che ha convinto anche Pierluigi Bersani, presente al Congresso e accolto con un'ovazione al momento del suo intervento: "Bisogna poco a poco costruire l'alternativa e bisogna che ognuno se ne carichi la responsabilità - ha esordito il segretario del Partito democratico - e su questo Antonio Di Pietro ha detto parole molto chiare. Da quando sono segretario ho detto una parola: alternativa, alternativa di governo, diamo un'altra possibilità agli italiani. L'alternativa è una parola che contiene la parola opposizione, la parola opposizione non contiene di per sé l'alternativa Quindi è più importante dire alternativa - ha aggiunto Bersani -. Ovviamente mi fa molto piacere che l'Italia dei valori abbia fatto un passo netto in questa direzione". Di Pietro ha detto la sua sul futuro suo e del partito: "Ho letto sui giornali che dovrei temere conquiste,. Ma che cosa può volere di più un fondatore di un partito se non vederlo camminare con le sue gambe? È come un padre che vede il figlio diventare maggiorenne. Dopo il 2013 mi chiamate come socio onorario. Il mio obiettivo è quello di passare la mano, ma solo dopo aver portato la nave in porto, vale a dire dopo aver liberato il Paese da questo governo".

In un meccanismo in cui ogni tassello è legato all'altro, l'avvicinamento tra l'Idv e il Pd allontana però ogni ipotesi di accordo tra Bersani e Casini, da sempre contrario ad un'alleanza che includa il movimento di Di Pietro: "Sono molto preoccupato - ha detto il leader dell'Udc commentando il dialogo in atto tra Italia dei Valori e Partito democratico -. Un partito come l’Italia dei Valori che non riconosce l’aggressione a Berlusconi è un ostacolo per ogni alleanza di governo. E' un partito di rissa, neanche di piazza. Non è un partito serio quello che dà voce a Genchi per dire che l’aggressione a Berlusconi non è vera. Siamo sulla Luna".

Nel frattempo, da un patto all'altro, Emma Bonino ha annunciato in conferenza stampa il raggiungimento di un accordo con la Federazione della Sinistra (Prc, Pdci e Socialismo 2000, ndr) che si impegna quindi a sostenere la candidata del Pd alla presidenza della Regione Lazio. Si tratta, come ha spiegato la Bonino, di "un accordo politico-elettorale sulla base di una formula che la Federazione della Sinistra ha usato anche in altre regioni. Da questi punti restano fuori alcune cose determinanti che non hanno consentito alla Federazione della Sinistra di raggiungere con me un altro tipo di accordo, ma considero i sei punti qualificanti". L'esponente radicale si riferisce al fatto che, in caso di vittoria, nessun esponente della Federazione della Sinistra entrerebbe comunque nella giunta di governo.

Questi i punti, sei, dell'accordo: il lavoro, dove si prevede l’incremento del Fondo per il reddito minimo garantito; l’istituzione di un Osservatorio regionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro e la lotta al lavoro nero; la realizzazione di distretti industriali per il rilancio dell’occupazione. L’energia, dove si ribadisce un no netto alle centrali nucleari. L’acqua, dove si prevede una migliore garanzia dei livelli di qualità ed efficienza e si esprime un rifiuto alla privatizzazione di Acea. Ambiente e territorio, punto che prevede la riprogettazione del territorio a tutela dell’ambiente, del diritto all’abitare e alla mobilità. Pubblica amministrazione, dove Bonino e Federazione della Sinistra si impegnano in una riforma della P.A. e, soprattutto, nella trasparenza in tutti gli atti amministrativi. Infine, la sanità, a partire dalla trasparenza nella revisione delle convenzioni e dei criteri per le nomine dei primari e dei dirigenti delle Asl, ma anche l’abbattimento delle liste di attesa e l’incentivazione ed il coordinamento degli interventi sociosanitari.   

[09-02-2010]

 
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