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Il caratteraccio. Come (non) si diventa italiani

di Vittorio Zucconi

Il popolo italiano? Ipocrita, rissoso, rancoroso, conformista, tradizionalista, sempre arrabbiato con gli altri. In pratica, dotato di un caratteraccio.

È questa l’idea contenuta nell’ultimo libro di Vittorio Zucconi. Una delle firme storiche del nostro giornalismo, nella sua lunga carriera è stato corrispondente da Bruxelles, da Parigi, dalla Russia, dal Giappone e dal 1985 è residente a Washington: è quindi un italiano che parla dell’Italia dall’estero, è dentro ma è anche fuori.

Il libro è  stato presentato l’8 febbraio alla libreria Feltrinelli della Galleria Alberto Sordi. Con Zucconi c’erano il suo direttore Ezio Mauro e Filippo Ceccarelli, altra firma di Repubblica.

Le sue riflessioni sul carattere degli italiani nascono da una serie di lezioni tenute agli studenti americani dell’università del Vermont. Confrontandosi con loro e con la difficoltà di far capire molto del nostro paese a chi è straniero, Zucconi è partito alla ricerca dei tratti che rendono riconoscibile il popolo italiano. Per farlo, ha scelto dieci eventi chiave della storia del nostro paese, mescolandovi piccoli aneddoti della sua vita personale.

La conclusione è che quella italiana è una nazione senza una vera identità: per dirla con Ezio Mauro, siamo un insieme di stati unificati ma non uniti. Siamo un popolo di anti, parola che decliniamo in tutte le forme che ci vengono in mente. Siamo un popolo che tifa prima contro la squadra avversaria, e solo dopo per della propria. Siamo litigiosi, arrabbiati, ipocriti, per molte cose ‘orientali’, amiamo denigrare, ci infiammiamo all’avvio di una rivoluzione ma ce ne stanchiamo il giorno dopo; ci accontentiamo di vivere in una democrazia “di gomma”, in una società immobile che procede in avanti solo per sbalzi, attraverso gli scandali. Questo il nostro carattere, un carattere che, come ha detto Ceccarelli, è frutto di un rimescolio senza fusioni, ci agitiamo tanto ma non succede niente.

Tutto questo Zucconi lo racconta con la sua solita prosa scoppiettante, sorprendente, ironica, e con un grande amore per il proprio paese, un’Italia dove non mancano le cose di cui andar fieri e che ha tante risorse al proprio interno per non essere considerata una nazione senza speranza.

 “Il Caratteraccio. Come (non) si diventa italiani” di Vittorio Zucconi; Mondadori, Milano, 2009, pag. 256, euro 18,50

Antonio Scafati

[09-02-2010]

 
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