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6 nazioni, Italia sconfitta in Irlanda

29 ad 11 per i padroni di casa

di Antonio Scafati

Brutto esordio per l’Italia del rugby. A Dublino, nella prima giornata del 6 Nazioni, l’Irlanda sconfigge gli azzurri per 29-11. Irlanda padrona del gioco, e Italia mai in partita: lenta, imprecisa nel gioco tattico, pasticciona in touche, con scarso carattere. Si salva solo la difesa, ma a questi livelli non può bastare.

Partita che si decide tutta in venti minuti, nel primo tempo. Dopo, l’Irlanda si limita ad amministrare e l’Italia sprofonda in una brutta apatia.

Eppure, sono gli azzurri a partire all’attacco. Al 4° minuto l’Italia sfrutta una punizione e si porta in touche a pochi metri dalla linea di meta. Per un paio di minuti gli azzurri cercano il varco, ma la difesa dell’Irlanda regge e ci costringe al fallo. Le premesse però sembrano buone: la difesa dell’Italia funziona. Al 10° una punizione dell’apertura irlandese O’Gara sblocca il tabellino, portando l’Irlanda sul 3-0. È il preludio ai venti minuti in cui i verdi vincono la partita, e l’Italia la perde. Al 14° Trimble attacca sulla linea laterale, fugge via e scompiglia la difesa italiana: McLean è bravo a fermare l’attacco irlandese, che però si riorganizza subito e porta la palla velocemente sull’altro lato del campo, dove c’è superiorità numerica e Heaslip deve solo appoggiare in meta. O’Gara trasforma, portando i padroni di casa sul 10-0. L’Italia ci prova subito a riproporsi, porta il gioco nella metà campo irlandese, ma è un gioco troppo lento, prevedibile, che rende semplice il pomeriggio della difesa irlandese. Gli azzurri non raccolgono nulla, e anzi rischiano a metà primo tempo su una splendida ripartenza del capitano O’Driscoll.

I primi punti italiani arrivano solo al 25°: con un’ottima punizione da 45 metri, Gower porta il risultato sul 10-3. O’Gara risponde allo stesso modo due minuti dopo. L’Italia fatica a giocare, è lenta nel far uscire il pallone dalle ruck e vive un pomeriggio terribile nelle touche. Da una rimessa laterale persa (alla fine saranno 8: troppe), nasce un attacco irlandese nel corso del quale Garcia placca male O’Driscoll e si prende il giallo. O’Gara calcia la punizione e l’Irlanda allunga sul 16-3. E sempre O’Gara due minuti dopo potrebbe chiudere la partita, però sbaglia un facile passaggio. Ma quello che l’Irlanda non riesce a raggiungere da sola, glielo fornisce la disgraziata touche azzurra, che al 34° perde malamente il possesso dell’ovale e manda O’Leary in meta. La trasformazione di O’Gara chiude virtualmente la partita, eppure proprio sul finale del primo tempo Robertson è bravo a credere in un pallone perso, intercetta il calcio di liberazione dell’estremo Kearny e segna la meta. Mirco Bergamasco sbaglia una facile trasformazione, e si va negli spogliatoi sul 23-8.

Il secondo tempo dà l’illusione che l’Italia possa rifarsi sotto. Gower centra i pali con una punizione nei primissimi minuti, e il punteggio di 23-11 fa sperare. Ma è una speranza che dura un paio di minuti. O’Gara è implacabile nelle punizioni, e l’Italia si dissolve. I primi cambi di Mallet (Bortolami per Del Fava, Aguero per Castrogiovanni, Masi per Robertson) non danno la scossa. L’Irlanda diventa assoluta padrona del gioco. I verdi cominciano a galleggiare stabilmente sulla linea dei 22 dell’Italia, cercando il varco giusto che però non troveranno. La punizione di Puddy Wallace, entrato nell’ultimo quarto d’ora al posto di O’Gara, chiude la partita sul 29-11. C’è giusto il tempo per l’Italia di illudersi di poter uscire da Croke Park con un’altra meta: sugli sgoccioli della partita Mirco Bergamasco taglia la difesa irlandese, ma la meta non arriva.

Domenica prossima, al Flaminio contro l’Inghilterra, ci vorrà un’altra Italia. C’è molto da lavorare, in questa settimana.

 
 

[07-02-2010]

 
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