Giornale di informazione di Roma - Lunedi 22 marzo 2010
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Morì ucciso per una lite per una parcheggio conteso, rientrando a casa con la famiglia, in una sera qualunque. Ora il suo accoltellatore, Massimiliano Ramoni è stato condannato a 20 anni. Accadde il 15 aprile, nei pressi della via Cristoforo Colombo, in via Costantino.
Intorno alle 20.30 Murgia stava parcheggiando in via Costantino, quando ha iniziato a litigare con un uomo sui 30 anni, anche lui in auto con moglie e figlio, che lo ha inseguito e accoltellato tre volte: al gluteo, al torace e in viso. Murgia, trasportato d'urgenza al vicino Cto della Garbatella da un'ambulanza del 118, morì la sera stessa per emorragia interna.
L'AGGRESSORE - Massimo Ramoni, 32 anni, più conosciuto col nome "Er Calimero" con una sfilza di precedenti penali, è stato condannato dal gup Sandro Di Lorenzo a 20 anni di reclusione per omicidio volontario, senza attenuanti generiche e con la sola riduzione di un terzo della pena per la scelta del rito abbreviato. Il pm Pierluigi Cipolla aveva chiesto 30 anni di carcere ma il giudice non ha neppure attribuito all'imputato l'aggravante dei futili motivi. La vittima Aldo Murgia, 45 anni era un impiegato postale, sposato e padre di due figlie. Ramoni, che dovrà liquidare in sede civile i danni ai familiari di Murgia, salvo una provvisionale immediatamente esecutiva di circa 400mila euro, dopo l'aggressione, avvenuto sotto gli occhi di moglie e figlio, si diede alla fuga e si costituì il giorno dopo in procura quando seppe che aveva ucciso un uomo. Disse al pm che agì di impulso senza avere alcuna intenzione omicida, aggiungendo di non aver cominciato lui la colluttazione nella quale avrebbe avuto anche la peggio e di essersi servito del coltello solo per difesa personale. Eppure, alcuni testimoni fornirono una versione dei fatti completamente diversa, avendo visto Murgia scappare e cercare riparo in un negozio. Ramoni lo avrebbe inseguito, e, una volta raggiunto, lo colpì col coltello urlando più volte "ti buco, ti buco". Presenti in udienza molti familiari di Murgia, amareggiati dalla sentenza del giudice.
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