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  • STORIE METROPOLITANE
Manuela Antonelli di fronte al tribunale di Roma, mentre mostra un disegno del figlio

La storia del piccolo Leone

ad 8 anni conteso tra Italia e Usa. Non può vedere la mamma

[04 febbraio 2010]        clicca sulle immagini per ingrandirle

                     
Manuela Antonelli Manuela Antonelli vuole che suo figlio sia chiamato Leone e non Liam. E’ nato a Roma e come la mamma si sente romano. Il piccolo di 8 anni è conteso dai genitori tra Italia e America, una lunga vicenda giudiziara che va avanti da più di due anni e che oggi è culminata con una protesta di fronte al tribunale di Roma.

La Antonelli, divorziata, è accusata di sequestro di minore.  Anche se il piccolo ha sempre vissuto con la mamma, la donna lo aveva portatato negli Stati Uniti dal padre, poi –racconta- si era accorta di presunti maltrattamenti dell’uomo ai danni del bimbo, e così era tornata in italia con il piccolo. Per i giudici americani si era trattato di sequestro di minore, da quel momento la antonelli è diventata una ricercata dell’Dfbi fino all’arresto in esecuzione della richiesta di estradizione, poi la scarcerazione.

"Stanno sottovalutando il fatto che tutte le perizie dicono di non separare madre e figlio. Liam è a rischio depressione e suicidio. Già in passato ha avuto comportamenti autolesionistici""Sono passata per una delinquente che ha sottratto suo figlio e l'ha nascosto - ha detto ai giornalisti Manuela Antonelli, la madre di Liam, bimbo conteso col marito americano -. Se l'ho portato via dalla casa famiglia è solo perchè sapevo che l'avrei perso per sempre. Io so solo che il bambino non può stare con una persona che è assente dalla sua vita da quattro anni".

Liam, infatti, secondo il tribunale per i minorenni, dovrà vivere dallo zio materno, Gianluca Antonelli. "E poi - ha aggiunto - Liam ha detto chiaramente perchè non vuole vedere il padre". L'uomo, infatti, era stato accusato in Italia e negli Usa di averlo violentato sessualmente; ma è stato assolto. "Stanno annullando Liam. Solo perchè non vuole vedere il padre, non gli consentono di vedere la madre". E uno dei legali della donna, l'avvocato Antonella Tomassini, ha aggiunto: "Il bambino mi ha detto: 'Promettimi che mi riporti da mamma'".

L'incontro con la stampa è stato organizzato per due motivi fondamentali: da una parte "esprimere lo sdegno generale nell'apprendere che il tribunale dei minori ha autorizzato lo zio di Liam a fargli cambiare la scuola"; dall'altro "la richiesta ai magistrati di fissare un'udienza immediata, prima del 12 febbraio, per stilare un programma d'incontri madre-figlio in maniera protetta". Ultima fase, l'udienzai: Manuela Antonelli si è opposta alla richiesta di estradizione di cui adesso partirà l'iter previsto dalla legge. In attesa che il giudice decida a chi affidare il bambino la donna non può neanche telefonare al figlio, che ora si trova dallo zio ma in un luogo sconosciuto alla mamma…

 

     

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