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di Svevo Moltrasio
Osannato direttore d'orchestra russo viene isolato dal regime comunista. Dopo tanti anni saprà costruirsi una nuova occasione, coinvolgendo parenti e amici tutti vogliosi di rivincita. L'avventura non sarà comunque semplice...
Il regista rumeno Radu Mihaileanu, noto al grande pubblico grazie al successo TRAIN DE VIE, ha presentato il suo nuovo film al Festival di Roma dove ha riscosso grandi consensi dalla critica italiana. Coproduzione europea, la pellicola vede alternarsi sulla scena attori russi e francesi, compresa la bionda Mélanie Laurent già protagonista per il Tarantino di BASTARDI SENZA GLORIA.
Mihaileanu questa volta, tra flash back e segreti snocciolati lentamente, racconta le disgrazie subite dagli ebrei russi e da chi cerco’ di opporsi all’atteggiamento ostruzionista del regime. Tra questi il protagonista, affermato direttore d’orchesta, cui venne tolto il lavoro dopo un’umiliazione pubblica con l’interruzione di un concerto. A distanza di anni lo ritroviamo a pulire pavimenti. Il caso e l’ironia della vita gli permetteranno di prendersi la sua rivincita ricontattando tutti gli orchestrali che, a loro volta, si erano mal ridotti.
Il regista di nuovo gioca con le contrapposizioni, facendo incontrare l’alto con il basso, la Storia con la farsa, la musica classica con quella popolare, creando un concentrato di generi e situazioni che ha l’apparenza della grande opera. In realtà spesso il ritmo è spezzato da da un intrigo con alcuni buchi e molti rallentamenti, l’ironia non raramente è grossolana e il tutto sembra ridursi al desiderio compiaciuto di divertire e commuovere. Analogalmente al nostro Benigni, Mihaileanu appaga un certo tipo di critica e pubblico felice di partecipare attivamente ad argomenti alti con espressioni colte, ma è solo un’illusione. Certo è che qui almeno una certa padronanza del linguaggio cinematografico c’è, e lo dimostra l’ultima parte con il concerto di Tchaïkovski.
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