
A soli tre mesi dalla delibera con la quale il comune ha di fatto alzato il livello di rumore sostenibile Legambiente presenta un preoccupante dossier sullo stato attuale della città, capitale anche del rumore.
A Roma la rpincipale fonte di rumore deriva dal traffico veicolare, costante, almeno nelle ore diurne, e intenso. Le aree critiche sono dunque quelle adiacenti a tangenziale, autostrade e scali ferroviari a cui si devono aggiungere le consolari e le direttrici di lunga percorrenza interna all'anello ferroviario, come la Cristoforo Colombo o il muro torto.
"Il rumore - afferma il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati - è un nemico invisibile della nostra salute. Dopo circa 3 mesi dall'approvazione dell'ultima delibera capitolina in materia di inquinamento acustico, che ha alzato di 5 decibel le soglie di legge per il rumore nelle strade abbiamo pensato di realizzare questo studio per mettere in evidenza un serio problema di Roma. Le nostre proposte sono quelle di limitare il traffico privato principale causa del problema, di realizzare subito 1.000 nuovi chilometri di preferenziali, una rete fissa di monitoraggio del rumore e di fare degli interventi di risanamento acustico"
Il comune, secondo Legambiente, anziché aumentare il limite avrebbe dovuto prendere la palla al balzo per combattere un fenomeno invisibile ma altamente nocivo per l'uomo: secondo il dossier di Legambiente, i romani praticamente vivono all'interno di una discoteca con la conseguenza di un innalzamento della stanchezza, dell'ansia, irritabilità, insonnia fino a disturbi gastrici e cardiaci.
[03-02-2010]
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