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Hannibal Lecter - le origini del male

di Peter Webber. Con Gaspard Ulliel, Gong Li

Il piccolo Hannibal vede sterminata la famiglia durante la seconda guerra mondiale: sopravvissuto ad una decina di tipacci che si sono cibati con la sorellina, il ragazzo mostra da subito squilibri e desideri di vendetta. Con pazienza e chirurgica precisione saprà portare a compimento il lavoro.

Il nuovo capitolo sull’antropofago più famoso del cinema è affidato al giovane Peter Webber ed è tratto da un romanzo di Thomas Harris, autore anche della sceneggiatura, che racconta l’infanzia e la giovinezza dell’affascinante Hannibal Lecter. Operazione voluta dai De Laurentis, che proprio non la vogliono smettere di rovinare il personaggio, questo HANNIBAL LECTER entra nella categoria dei tanti prequel che, sulla scia degli STAR WARS, si stanno producendo a catena.

Fatta eccezione per il MANHUNTER di Michal Mann, questo è il primo Hannibal senza il volto di chi l’ha reso noto: se per fortuna non è venuto in mente a nessuno di mettere su un miracolo di makeup per rendere credibile nel ruolo Anthony Hopkins, si è invece puntando su di un giovane volto come quello del semi sconosciuto Gaspard Ulliel.

Scommessa purtroppo persa, ma non tanto per demeriti del nuovo protagonista, che si limita ad abbassare il volto ed alzare lo sguardo, piuttosto per la stupidità dell’intera operazione che trasforma un personaggio ambiguo e affascinante in una sorta di supereroe. Il prologo nell’Europa dell’est, con la famiglia del protagonista massacrata da crudeli simpatizzanti nazisti, è seguito da un vero e proprio addestramento, per opera di una bella zia orientale, che trasforma Hannibal in una spietata macchina da guerra pronta a vendicare le atrocità subite dai Lecter.

Impossibilitati a rendere troppo buono il protagonista, regista e sceneggiatore si sono limitati ad esasperare i veri cattivi della storia, dando vita ad una fumettistica caricatura dei personaggi con sviluppi narrativi dei più banali. Qualche soldo l’avranno speso, ma il risultato che ne è venuto fuori è quello di un prevedibile e fiacco B-movie.

*1/2                                                                                                                                   

Svevo Moltrasio

[13-02-2007]

 
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