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La Puglia al centro delle Regionali

La regione di Vendola diventa ago della bilancia della prossima contesa elettorale

di Filippo Pazienza

In attesa di vedere definito il quadro delle candidature, col passare delle settimane cresce l'interesse attorno alle Regionali del 28 e 29 marzo. La cronaca di questi ultimi giorni porta prepotentemente alla ribalta la Puglia, regione che di questo passo si candida ad un ruolo di assoluta protagonista della prossima contesa. La scintilla, scoccata all'interno del Pd alla luce dei risultati delle primarie, ha finito presto per innescare interessanti ripercussioni anche all'interno dello schieramento di centrodestra. La vittoria (nettissima) di Nichi Vendola, più che Francesco Boccia ha messo spalle al muro la dirigenza del partito che esce con le ossa rotte e vede compromesso il suo progetto iniziale.

Il messaggio lanciato dalla Puglia è stato forte e chiaro. Da Bersani a Franceschini, tutti i maggiori leader del Partito democratico avevano preso parte attiva alla campagna elettorale spalleggiando Boccia. Per non parlare di Massimo D'Alema, 'maitre a penser' dell'operazione e vero, grande sconfitto dopo l'affermazione di Vendola. La vittoria del governatore uscente è infatti l'emblema di un centrosinistra che nel tira e molla tra l'essere più di centro o più di sinistra finisce spesso e volentieri per farsi male da solo. Acclamato dal 'suo' popolo, Vendola ha letteralmente distrutto i progetti di D'Alema che, a partire dalla Puglia, pensava (e in fondo continua a farlo) alla creazione di un asse con l'Udc capace poi di avere ampio sfogo anche a livello nazionale. Invece, almeno a giudicare da quanto avvenuto in ambito pugliese, a sinistra continua piuttosto a suscitare molto appeal l'accostamento più estremo con l'Idv di Antonio Di Pietro. 

Se la bocciatura di Boccia (il gioco di parole è quantomai opportuno) è la foto di un partito che i massimi dirigenti faticano a tenere sotto controllo, paradossalmente il successo di Vendola apre però scenari elettoralmente parlando molto più interessanti. Il Pd, dato da numerosi esperti come vittima annunciata se si fosse presentato con Boccia, si ritrova ora a poter sfruttare l'ampio seguito di cui l'attuale Presidente regionale gode da tempo. Ragione che, e qui si passa all'altro schieramento, ha indotto il Pdl ad una marcia indietro che ha il netto sapore della paura. Ufficialmente, il candidato del centrodestra resta Rocco Palese, attuale capogruppo in Regione ed ex assessore al Bilancio. Alla luce del successo schiacciante di Vendola, però, il Pdl si è ritrovato a fare i conti con un avversario che non immaginava (e sotto sotto non sperava) di avere. Un avversario dai numeri e dal seguito popolare decisamente superiori rispetto al bagaglio che avrebbe portato in dote Boccia.

Ragion per cui da stamattina il dibattito attorno al candidato pugliese si è sorprendentemente riaperto. A quanto pare, è stato proprio Berlusconi a sollecitare il ripensamento. Leader del Pdl che è apparso anche contrariato per il modo in cui la situazione è stata gestita dai suoi luogotenenti e teme ora di perdere una regione che, nel quadro di sostanziale parità che si delinea a livello nazionale, vede crescere il suo peso specifico. In Puglia, il grande burattinaio del centrodestra ha avuto fin qua il volto di Raffaele Fitto, ministro degli Affari regionali e grande sostenitore di Palese. Interamente sua la decisione di scegliere colui che fino a qualche giorno fa appariva il favoritissimo nella contesta con Boccia. Scelta talmente veloce - e senza contraddittorio - da prendere in contropiede anche gli altri esponenti del partito.

Cambiate le carte in tavola, ecco che il Pdl sta riflettendo sull'opportunità di rendere più consistente l'opposizione a Vendola. Fitto, per ora, fa finta di nulla: "C'è una candidatura (quella di Palese, ndr) annunciata ufficialmente domenica scorsa. Per noi la campagna elettorale è già iniziata". Sulla stessa lunghezza d'onda il diretto interessato: "Non ho tempo per parlare di tatticismi o imboscate". In realtà, quell'imboscata paventata da Palese sarebbe dietro l'angolo. Berlusconi e Fini hanno a questo punto due alternative a disposizione: sostenere il candidato dell'Udc, Adriana Poli Bortone, oppure sedersi ad un tavolo con Casini e cercare un terzo nome che metta d'accordo tutti (meno Palese, ovviamente).  Quattro i nomi in ballo fatto in merito dal 'Corriere della Sera': il magistrato Stefano D'Ambruoso, Francesco Divella, il direttore della 'Gazzetta del Mezzogiorno' Giuseppe De Tomaso e Nicola De Bartolomeo, presidente regionale di Confindustria.

Il leader dell'Udc spinge per la prima ipotesi ("La personalità di Adriana Poli Bortone è l'unica che può battere Vendola", ha dichiarato l'ex alleato) che però non convince del tutto i due 'capi' del Pdl. Soprattutto Berlusconi che ha già ingoiato il rospo della doppia concessione alla Lega in Piemonte e Veneto e stavolta vuole imporre la sua volontà. Ad oggi, in considerazione del quadro che si sta delineando in Liguria (dove l'Udc sta rimettendo in discussione l'iniziale scelta di appoggiare il candidato del Pd) e Calabria (ufficiale l'intesa tra Pdl e Udc sul nome di Scopelliti), non è azzardato pensare ad un reciproco venirsi incontro che vedrebbe Casini in aiuto a Berlusconi in alcune regioni ancora in bilico e il Pdl propenso ad appoggiare la Poli Bortone in Puglia.

[27-01-2010]

 
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