Giornale di informazione di Roma - Giovedi 9 settembre 2010
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A pochi metri dalla tangenziale est, vicino all’uscita su via Salaria, dopo aver percorso una strada sterrata ci si trova di fronte ad una baraccopoli composta principalmente da filippini, ma ci sono anche un paio di romeni e una famiglia di italiani, già sembra di non essere a Roma, tra i rifiuti e il degrado.
A poche centina di metri, al di la della ferrovia (fr2), dal 1990 sorge un campo nomadi abusivo di circa 65 rom slavi, i rom hanno accesso all’”oro blu” e per l’allaccio dell’acqua dal loro campo chiedono una “tassa mensile”.
I filippini, tutti residenti in regola, ogni mese, pagano 15 euro a famiglia. Si sborsa fino a 50 euro ogni 30 giorni, è il caso di questo artigiano del ferro, un romeno anche lui in piena regola che ogni mese per avere l’acqua è costretto a pagare.
"Io pago 50 euro al mese per l'acqua -racconta questo fabbro romeno- se non pagano mi staccano i tubi, non ho scelta".
Chi non paga è oggetto di ritorsioni, si trova i tubi dell’acque staccati le gomme dell’auto o del motorino bucate. Gli unici a non essere ricattati, sono questi italiani, proprietari di una merceria, gli slavi li rispettano.
"Sono andato nel campo e ho chiesto chi era il capo -racconta l'italiano- gli ho detto che la prossima volta che mi tagliano l'acqua vado lì e gli do' una bella lezione".
La comunità di filippini ha paura di denunciare questo pizzo e per avere l’acqua le famiglie continuano a pagare questa “assurda” tassa.
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