Giornale di informazione di Roma - Lunedi 11 dicembre 2017
 
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La Roma sbanca Torino

Battuta 2-1 la Juve: gol-vittoria di Riise nel recupero che ribalta il risultato. Infortunio per Toni.

Sembrava una serataccia. Il giocatore del momento che si fa male dopo 5 minuti. Un gol abbastanza sfortunato preso nel momento migliore. Un avversario dato per morto e che invece appariva rivitalizzato. E invece la sfida di Torino si è trasformata, proprio nel recupero, in un trionfo. Fra i molti nomi di prestigio in campo, a decidere il match è stato il lottatore per eccellenza: John Arne Riise.

Come preannunciato alla vigilia, niente tridente: Ranieri preferisce tenere in panchina Francesco Totti e adottare un atteggiamento più prudente. Anche Mexes non è nell’undici titolare: al suo posto, confermato Burdisso. Ferrara recupera invece Sissoko, mentre il neo acquisto Candreva va in panchina. Bastano, appunto, cinque minuti perché si materializzino brutti pensieri: Luca Toni si ferma sulla trequarti, si piega su se stesso, si tocca il polpaccio: lo sguardo (suo e degli uomini della panchina) è allibito, la camminata zoppicante e il centravanti dà l’addio al match. Entra Francesco Totti, nel modo che nessun tifoso avrebbe voluto vedere. La gara è assai noiosa, e le emozioni molto poche. Vucinic prova a scaldare l’ambiente con una buona azione sulla destra, ma da posizione defilata preferisce un improbabile tiro al cross in area. Dall’altra parte, risponde Marchisio con un bel tiro a girare dal limite dell’area, ma la palla, che attraversa tutto lo specchio, esce di poco. La Juve, volenterosa e rigenerata dal ritorno di Sissoko, prova a spingere ma trova l’ottima organizzazione degli uomini di Ranieri; la Roma, invece, pare pagare a caro prezzo l’uscita di Toni, attorno al quale probabilmente era stata preparata la gara. Pericolosi eccome, invece, i bianconeri sui calci piazzati: Amauri sarà pure fuori forma ma quando salta arriva sempre più in alto degli altri, e alla mezz’ora spedisce a lato un buon pallone. L’azione più pericolosa della Roma, invece, è per il piede destro di Francesco Totti, che spedisce altissima una palla danzante in area. Si va nello spogliatoio sbadigliando non poco.

Il secondo tempo ci presenta una Roma più pimpante e più vogliosa di provare a graffiare. Ma, proprio nel momento in cui sembra poter aumentare il volume di gioco, arriva il gol della Juve: Diego prova la verticalizzazione in area, Juan (fin qui migliore in campo) svirgola malamente e l’unico uomo cui i bianconeri possano aggrapparsi in un momento del genere, ossia Alex Del Piero, trova un meraviglioso diagonale al volo di sinistro da posizione angolatissima (forse nemmeno Julio Sergio è impeccabile). Il fuoriclasse bianconero urla la sua rabbia, mentre nella testa di Ranieri devono comparire i fantasmi della partita col Milan, giocata da favorito e persa. Nonostante il gol subito, i giallorossi sembrano incapaci di cambiare ritmo. Volano, invece, un paio di ammonizioni generate dal nervosismo. Laddove non arrivano gioco, fisico e cuore arriva però la provvidenza: è infatti un errore di Chiellini a generare l’azione del rigore a favore della Roma. Grosso, che si vede puntato e superato da Taddei, non può far altro che trattenerlo goffamente. La trasformazione di Totti è impeccabile. E’ il minuto 23. Ora le squadre, un po’ stanche, sembrano lasciare qualche spazio di troppo agli avversari. Così, Amauri provoca un brivido ai tifosi giallorossi quando per l’ennesima volta stacca più in alto di tutti e prova a infilare Julio Sergio, ma la conclusione è troppo centrale. La Juve prova, come nel primo tempo, a spingere, ma inspiegabilmente lascia una voragine alla Roma al 37’, quando Riise parte a tu per tu contro Buffon e viene steso dal portiere sulla trequarti. Inevitabile il rosso. D’altronde, i campioni si riconoscono per questo: sanno scegliere. E sarebbe la scelta giusta, a 8 minuti dalla fine, quella di lasciare la squadra in dieci ma di salvare il risultato. Sarebbe, e non è, perché la Juve è squadra zoppa, e Ferrara tecnico confuso (inspiegabile la sostituzione di Amauri, proprio nel momento in cui c’è da tenere palla, con Paolucci). E, durante il secondo minuto di recupero, arriva il colpo tipico della squadra che crede in se stessa: gran cross di Pizarro dalla trequarti (suo anche l’assist per Taddei, in occasione del rigore) e Riise, ancora lui, che sfugge a una incredibile difesa bianconera, incrocia di testa e trafigge Manninger.

Come detto, è stata una brutta partita, che la Roma ha rischiato (immeritatamente) di perdere ma che alla fine ha vinto, perché ha pesato tremendamente il carattere che i giallorossi hanno dimostrato, a differenza dei bianconeri, di avere. E’ arrivata una conferma importante: la Roma si è messa a correre. Ora il terzo posto sembra un obiettivo quanto mai concreto. Unico neo (non da poco) l’infortunio a Luca Toni, proprio nel momento in cui Ranieri sembrava iniziare a occupare un ruolo importante nello scacchiere tattico.

 

Simone Luciani

Juventus: Buffon; Grygera (dal 32’ s.t. Candreva), Legrottaglie, Chiellini, Grosso; Salihamidzic, Sissoko, Marchisio; Diego; Amauri (dal 45’ s.t. Paolucci), Del Piero (dal 39’ Manninger) (Cannavaro, Zebina, De Ceglie, Yago). All. Ferrara.
Roma: Julio Sergio; Cassetti, Burdisso, Juan, Riise; Taddei, Pizarro, De Rossi; Perrotta; Toni (dall’8’ p.t. Totti), Vucinic (Doni, Mexes, Motta, Cerci, Brighi, Menez) All. Ranieri.
Arbitro: Tagliavento di Terni.
Marcatori: Del Piero (J) al 6’, Totti (R) su rigore al 23’. Riise (R) al 48’ s.t.
Note: espulso Buffon al 38’ s.t. Ammoniti: Taddei, De Rossi e Salihamidzic, Burdisso. Spettatori 25 mila circa.

[23-01-2010]

 
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