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Lezione di storia in bicicletta

per conoscere i luoghi storici della II guerra mondiale, su due ruote

di Antonio Scafati

È possibile passeggiare piacevolmente in bicicletta per le vie di Roma di domenica mattina, e insieme ricordare e conoscere meglio i luoghi più simbolici delle vicende tragiche che hanno colpito la capitale nella seconda guerra mondiale? Evidentemente sì, visto che per domenica 24 gennaio è prevista quella che ormai è la sesta edizione della manifestazione “Pedalando nella memoria” - VI Memorial Settimia Spizzichino, l’unica donna tra i 16 superstiti della deportazione degli ebrei del ghetto di Roma da parte delle SS, il 16 ottobre 1943.

L’iniziativa è promossa dalla Provincia di Roma, dal Comune, dai municipi I, IX e XI, e  quest’anno registra anche l’adesione dell’Uisp, l’Unione italiana sport per tutti, che metterà a disposizione le biciclette per chi non ne possieda già una.

Il format è semplicissimo e ormai collaudato: partendo da diversi punti di ritrovo nei municipi della città, e incontrandosi prima alle Fosse Ardeatine poi al Museo di Via Tasso, i serpentoni di biciclette concluderanno il percorso al Portico d’Ottavia, costantemente scortati per non avere problemi con il traffico cittadino. Una mattinata in bicicletta, quindi, che diventa anche un modo per ricordare l’Olocausto e il prezzo pagato dalla città di Roma nella seconda guerra mondiale.

L’intuizione di scegliere la bicicletta come mezzo per avvicinare soprattutto i giovani ai luoghi simbolo della storia romana recente nasce qualche anno fa da un’idea di Massimo Marzano, docente dell’Istituto di istruzione superiore Leopoldo Pirelli: lo scopo è quello di trovare un nuovo e forse miglior modo per mantenere viva la memoria dell’Olocausto e trasmetterla alle nuove generazioni, per non arrivare impreparati al momento in cui non ci saranno più testimoni per testimoniare la Shoah. Proprio l’originalità della manifestazione le ha permesso di sopravvivere, crescere negli anni e arrivare ad essere un appuntamento fisso che si inserisce nel calendario delle manifestazioni legate al Giorno della Memoria. Attraverso il connubio apparentemente inconciliabile tra sport e storia, lo sport stesso infatti diviene strumento per far sì che soprattutto i giovani vengano a contatto con testimonianze e racconti che altrimenti rimarrebbero ancorati a canali tradizionali come quello della scuola o dei convegni. Ma anche la memoria acquista concretezza, stringendo un rapporto più stretto con i luoghi e diventando identità di quartiere.

[22-01-2010]

 
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