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Casilino 900, parziale sgombero

la comunità di Sant'Egidio denuncia ''rom minacciati''

Sono cominciate verso le 9 le operazioni di trasferimento dei primi nuclei familiari che risiedevano all’interno del campo nomadi Casilino 900. 

Il primo pullman della Croce rossa, con a bordo 20 persone, ha lasciato il campo nomadi Casilino 900 diretto a quello attrezzato di via Salone, poco dopo le 12.30,  all'interno 9 bambini e 11 adulti.

"Noi oggi non stiamo trasferendo dei pacchi da un punto a un altro, ma ci impegniamo ad accompagnare queste persone in un percorso che porta alla piena integrazione -ha detto il sindaco Gianni Alemanno - Tutti quelli che prenderanno questi pullman hanno fatto una scelta di legalità e di lavoro - ha  aggiunto - per questo dobbiamo offrire loro una opportunità concreta".

In tutto sono una cinquantina i rom, di varie etnie, che hanno accettato su base volontaria, di spostarsi al campo autorizzato di via di Salone. Un primo passo verso lo sgombero definitivo di uno degli insediamenti abusivi più grandi d’Europa.  

A seguire l’abbattimento delle prime baracche, insieme ai vigili urbani e agli uomini della croce rossa, anche l’assessore comunale alle politiche sociali Belviso, che ha rassicurato i nomadi sul percorso di assistenza e integrazione previsto nel nuovo campo.   

ROTTURA COL COMUNE DELLA COMUNITA' DI SANT'EGIDIO -  Il piano nomadi è appena partito e, dopo le proteste di ieri in via Salone e gli abbattimenti delle prime baracche del Casilino 900 di oggi, si registra una clamorosa rottura. Il sindaco Gianni Alemanno plaude soddisfatto alla realizzazione di un impegno preso dal Comune in accordo con i rappresentanti dei rom, ma ecco la denuncia della Comunità di Sant'Egidio che sbatte la porta. Si dissocia dall'operato del Campidoglio ed esce dal Tavolo rom comunale in aperto contrasto con le operazioni di sgombero e trasferimento - che denunciano - hanno riguardato anche bambini nati in Italia.

L'organizzazione impegnata sui fronti della solidarietà e dell'aiuto agli emarginati, in prima fila nell'assistenza alle popolazioni rom, esprime il suo disappunto in particolare per quanto avvenuto nel campo di via Salone, dove ieri ci sono stati i primi trasferimenti. "Al contrario di ciò che è stato affermato dal prefetto - si legge - il trasferimento al Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto non è avvenuto in accordo con i rom, i quali sono stati minacciati di esecuzione forzata, tanto che hanno fatto ricorso ai loro avvocati".

[19-01-2010]

 
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