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Due arresti tra le nuove brigate rosse

uno č il figlio di Morlacchi

Questa mattina la sezione antiterrorismo della Digos di roma, in collaborazione con la digos di Milano, ha arrestato due persone, accusate di appartenere alle nuove brigate rosse.

Tra gli arrestati c’è Manolo Morlacchi, il figlio di Pietro Morlacchi, uno dei fondatori delle vecchie Br. I reati contestati vanno dall'associazione eversiva alla banda armata, alla detenzione di armi.

I NOMI - Gli arrestati sono Manolo Morlacchi e Costantino Virgilio, arrestati nelle loro rispettive abitazioni a Milano, in via Gola 7 e viale Umbria 56. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Gip di Roma, Caivano, su richiesta del pool antiterrorismo della Procura di Roma diretto dal Procuratore aggiunto, Pietro Saviotti. Sono accusati di far parte della associazione terroristico-eversiva, costituita in banda armata, denominata "per il comunismo Brigate Rosse". Entrambi lavoravano per un'agenzia di gestione archivi: Morlacchi con funzioni manageriali, Virgilio come dipendente. L'indagine che ha portato agli arresti era già scattata nel giugno scorso quando, a Roma e Genova, ci furono diversi arresti di presunti brigatisti e il sequestro di ingenti quantitativi di armi. Per i due l'accusa è di associazione finalizzata al terrorismo e partecipazione a banda armata. I due sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni milanesi. I due erano già indagati dal giugno dello scorso anno, quando le loro abitazioni vennero perquisite.INTERROGATORIO - I due arrestati sono stati interrogati e poco dopo le 15.30 hanno lasciato la Questura di Milano e sono stati portati nel carcere di San Vittore. Gli uomini della Digos di Roma e Milano hanno sequestrato un computer che si aggiunge all'altro materiale informatico già sequestrato lo scorso giugno quando gli investigatori perquisirono le abitazioni di Morlacchi e Virgilio nell'ambito di un'inchiesta che portò all'arresto di altri presunti brigatisti tra Roma e Genova e al sequestro di un'ingente quantitativo di armi.

LOTTA ARMATA - "L'ingente quantitativo di armi sequestrato e soprattutto la documentazione trovata nei sequestri di giugno quando furono arrestate 5 persone - spiega il dirigente della Digos di Roma Lamberto Giannini - ha comprovato l'intenzione di questo gruppo di riprendere il percorso delle Brigate Rosse e riprendere la lotta armata". Tra gli arrestati, spiega Giannini, abbiamo persone appartenenti alle Br, personaggi di spicco dell'indipendentismo sardo e poi Fallico che noi riteniamo stesse riannodando le fila di questa situazione che più volte in passato, tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80, era stato segnalato contiguo a formazioni eversive dell'epoca anche se allora non erano stati trovati elevati elementi importanti. Quello che ha fatto crescere l'attenzione, oltre alle armi rinvenute, è stato anche il materiale documentale, perché nei documenti si parla di prendere una risoluzione strategica per riprendere il nome delle Brigate Rosse. Questa formazione a livello di vertice si era proposta alle Br di Lioce e di Galesi per fare la lotta armata all'epoca".

FALLITO ATTENTATO - Questo gruppo eversivo - ricorda la Polizia - ha rivendicato, nel settembre 2006, un attentato dinamitardo, fortunatamente fallito, ai danni della caserma dei Paracadutisti "Vannucci" di Livorno. La rivendicazione di quell'attentato avvenne con un volantino spedito a vari giornali. «Nelle vittorie come nelle sconfitte ciò che conta è la continuità dell'attacco Ernesto Che Guevara" - si leggeva sul volantino - Il giorno 25 settembre 2006 un nucleo della nostra organizzazione ha bombardato la caserma della brigata Folgore, a Livorno"."La Folgore, oltre che un covo di fascisti e stupratori, rappresenta insieme agli altri corpi speciali il braccio armato per eccellenza dell'imperialismo italiano" - recitava lo scritto - "Questo, all'interno del Nuovo Ordine Mondiale disegnato dal polo imperialista attualmente dominante Usa ha svolto negli ultimi decenni un ruolo sempre più attivo di penetrazione politica, economica e militare, dalla Somalia alla Jugoslavia, dall'Afghanistan all'Irak e oggi, infine, anche in Libano. Per non parlare dell'alleanza strategica con Israele, punta di lancia dell'imperialismo nell'area mediorientale".

[18-01-2010]

 
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