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Altre Patate

Al Teatro Duse uno spettacolo diretto da Rosi Giordano

Di Giuseppe Duca

Una morte prematura quella di Georges Perec, fulgida penna teatrale che si è spento all’età di quarantasei anni nel 1982. Ha consegnato, prima di scomparire dalla scena della vita, due testi come “L’aumento” e soprattutto “Il posto delle patate”. La sua lingua non è comune a tante altre personalità autorali, il suo genere si discosta dalla banalità della verità quotidiana. Ognuno può diventare ciò che non è, inventarsi una sua identità per poi giocare con il prossimo a raccontarsi delle storie probabili o assolutamente frutto di una fantasia fervida. E’ quello che succede nella piéce diretta da Rosi Giordano, in scena il 19 e 20 gennaio al Teatro Duse, dove i personaggi pelano patate, narrano dei piccoli frammenti di storie, più o meno vissute nell’intimo o percorrendo l’immaginazione. Tutto tende a mutare al ritmo di sensazioni o oppressioni vissute in un habitat non congeniale che induce a creare nuove verità. Cinque personaggi (interpretati da Francesca Papale, Luca Rinaldi, Maria Enrica Prignani, Giuseppe Bufera e Adriano Rosati) diventano il fulcro di uno status in cui confrontarsi, per liberarsi da una condizione di regressione emotiva.

Nella scrittura scenica, la regista si discosta comunque dall’autore, mutando lo spazio e rendendolo meno oppressivo, ponendo l’accento sull’identità dei caratteri, mutabili come si addice ad un essere umano in continuo divenire. Siamo di fronte a dei dementi, penserete voi? Non si sa…Una cosa è certa, chi vive la condizione dell’invenzione, può trovarsi dentro un contraddittorio che non ha fine, dove le storie si intersecano, si combinano, si esaltano e deflagrano per poi creare rotture con il presente, mettendo in crisi chi le racconta. Ed è quanto succede ai nostri protagonisti che rimangono ancorati ad una patata che puliscono continuamente, se la scambiano, la mangiano e la identificano con l’essere umano. Uno di loro darà più importanza alla patata che all’identità umana, definendola concreta e non illusoria.

A dare vita a questo progetto l’Associazione Macroritmi, un gruppo fondato dall’intesa artistica di Angela C. Moscogiuri, Rosi Giordano, Paola Aspri e Valeria Orani, insieme a tanti giovani come Martina Rojas Chaigneau, che negli anni hanno svolto e svolgono un’attività “classico sperimentale”, realizzando studi multidisciplinari, laboratori di orientamento e formazione di rassegne a tema e festival.

Il Teatro Duse è  in via Crema 8.

[18-01-2010]

 
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