Giornale di informazione di Roma - Sabato 16 dicembre 2017
 
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Soul Kitchen

di Fatih Akin. Con Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu

di Rosario Sparti

Ad Amburgo, un cuoco di origine greca, Zinos, gestisce un infimo ristorante denominato Soul Kitchen. Dentro e fuori dal locale ruota tutto il microuniverso di Zinos: l'ambiziosa fidanzata Nadine, il fratello Illias un ladruncolo in libertà vigilata con il vizio del gioco e un vecchio compagno di scuola, Neumann, disposto a tutto pur di comprare il locale. Un'ernia al disco improvvisa impone a Zinos delle sedute di fisioterapia e gli inibisce l'uso cucina, così che viene assunto un nuovo cuoco esperto d’alta cucina che, dopo uno scetticismo iniziale, trasforma il ristorante in un locale molto in voga capace di offrire buon cibo e musica soul.

Vincitore del premio speciale della giuria all’ultimo festival del cinema di Venezia, il film segna il ritorno del regista, tedesco ma di origini turche, alla commedia, genere già affrontato ai suoi esordi. Reduce da opere ad alta intensità come LA SPOSA TURCA il regista muta pelle e così finisce per trasformare il suo stile, dalla staticità delle opere precedenti ad un uso maggiormente spregiudicato nei movimenti di macchina.

Una pellicola speziata, con un grande ritmo, ottima colonna sonora e scelte di casting assolutamente azzeccate, che la rendono estremamente godibile e divertente. Aikin mescola sapientemente trovate comiche, più o meno riuscite, ad una ambientazione multiculturale, attraverso una narrazione assolutamente inverosimile ma che coglie nel segno riuscendo a raccontare le disavventure dei personaggi con sincero calore umano.

Dietro le storie, legate a bisogni semplici dell’uomo (cibo, sesso, musica, fuga dalla malattia), si nasconde forse una idea un po’ furba dei gusti dello spettatore, che porta il regista a mescolare troppo sapientemente gli ingredienti al fine di creare una pellicola molto vicina ad una idea di cinema moderatamente globalizzato che va diffondendosi. Se si accetta la semplicità d’una cucina povera, molto saporita e che strizza l’occhio a una clientela in cerca d’esotismo, ci si troverà di fronte ad un film che risponde bene all’esigenza primaria di una commedia: far ridere.

 

 


Secondo te quanti euro merita??
 

[14-01-2010]

 
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