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Marrazzo interrogato in procura

sulla morte di Cafasso si indaga per omicidio

Nuovo interrogatorio per l’ex presidente della Regione Lazio. Piero Marrazzo è stato sentito nei giorni scorsi come testimone nell’ambito dell’inchiesta sul presunto ricatto ai suoi danni, ma la notizia si è appresa soltanto oggi.

A interrogarlo il procuratore aggiunto giancarlo capaldo e il pm rodolfo sabelli cui marrazzo avrebbe fornito chiarimenti sui suoi rapporti con Paloma, la trans brasiliana ascoltata in procura nei giorni scorsi.

Fu lei a raccontare di aver avuto incontri con l’allora presidente anche nella sede della Regione e di essere stata pagata con banconote da 500 euro che lui custodiva in alcuni libri anche nella sua casa di vigna clara. Non solo, paloma avrebbe anche riferito di avere consumato cocaina insieme al suo cliente.

A quanto si apprende Marrazzo avrebbe sì ammesso di aver conosciuto paloma ma avrebbe smentito di aver acquistato la droga da lei e di avere utilizzato denaro della regione per pagarla.

Questo nuovo interrogatrorio è il terzo dall’inizio dell’indagine da cui è scatuirito l’arresto dei tre carabinieri accusati di aver ricattato Marrazzo per estorcergli denaro dopo averlo sorpreso in via gradoli in compagnia della trans Natalì. Era il 3 luglio 2009.

L’ex governatore aveva già chiarito i suoi rapporti con natali e con Brenda, l’altra trans coinvolta nella vicenda poi trovata morta in seguito a un incendio scoppiato nel suo appartamento di via due ponti. Una storia questa ancora tutta da chiarire e sulla quale la magistratura sta ancora indagando dopo aver aperto un fascicolo per omicidio volontario.

Piero Marrazzo intanto, che dopo lo scandalo ha cercato di ritrovare un po’ di serenità trascorrendo alcuni giorni in un convento alle porte di Roma, ha scelto di uscire completamente d scena. Per lui però, terminato questo periodo di riflessione, in primavera si dovrebbero riaprire le porte della Rai che aveva momentaneamente lasciato per ricoprire il suo incarico in Regione.

MORTE DI CAFASSO, SI INDAGA PER OMICIDIO- Intanto proseguono le indagini sulla morte di Gianguerino Cafasso, il pusher legato ad ambienti transessuali e indicato come il regista del video al centro del presunto ricatto nei confronti dell’ex presidente della Regione Marrazzo.
Omicidio volontario: questa l’ipotesi di reato formulata dalla procura.

Cafasso morì il 12 settembre scorso in una stanza d’albergo sulla via salaria per un infarto provocato da overdose secondo l’autopsia eseguita immediatamente dopo il decesso.
Ma gli ulteriori accertamenti, disposti in seguito, hanno portato alla luce nuovi elementi, sufficienti per consentire di modificare l’ipotesi di reato. Secondo gli esami ad uccidere il 36enne fu una dose di eroina mascherata farmacologicamente con una sostanza in grado di farla assomigliare al gusto della cocaina.

 
 

[12-01-2010]

 
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