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Sei personaggi in cerca d'autore

il capolavoro di Pirandello al Quirino

Antonio Salines  Edoardo Siravo, Silvia Ferretti  Nora Fuser e Marina Bonfigli sono i protagonisti dell’immortale capolavoro letterario di Luigi Pirandello “Sei personaggi in cerca di autore”, in scena al Teatro Quirino per la regia di Giulio Bosetti, scomparso recentemente.

Dal 1921, queste figure esibiscono senza sosta il loro fascino sottile e originale. Un Capocomico si ritrova, durante una prova in teatro, faccia a faccia con sei personaggi: da quel momento inizia il confronto serrato tra la visione dell’arte del Capocomico, l’interpretazione imperfetta degli attori e l’assoluta quanto spietata verità immutabile dei “Sei Personaggi” che esigono, come dei tiranni creativi, che il loro dramma imperituro si ripeta in scena e venga condiviso nella cornice del palcoscenico.

Realtà, arte, visioni parallele del mondo si intrecciano strettamente ma sembrano non poter trovare una soluzione dialettica, una coesistenza serena.

Giulio Bosetti ha affrontato il testo pirandelliano come regista dopo essere stato, nella sua carriera, Figlio per Gianfranco De Bosio e Padre per Patroni Griffi.

Bosetti ha diretto una valida, misurata e affiatata compagnia d’attori, tra i quali spicca Antonio Salines nella parte del Padre, e ha reso il testo con rigore e semplicità, senza manierismi, lasciando spazio allo svolgersi dell’azione scenica, rinnovando, soprattutto per le giovani generazioni, l’emozione di esplorare da vicino i misteri del processo creativo.
A completare il cast artistico, Giovanna Rossi, Elio Aldrighetti, Anna Canzi

Umberto Terruso, Giuseppe Scordio, Vladimir Todisco Grande,

Caterina Bajetta, Dario Merlini e Alessandra Salamida.
I costumi sono di Carla Ricotti e le  musiche di Giancarlo Chiaramello.

Lo spettacolo resterà  in scena al Teatro Quirino fino al 24 gennaio.
 
Note di regia - Chi non ha visto Sei personaggi? Chi non ne è rimasto sorpreso e affascinato la prima volta, e poi l’ha voluto rivedere e di nuovo l’emozione è tornata?

Molte sono le edizioni proposte in questi ultimi anni. E perché allora riprenderlo? Il fatto è che solamente vedendolo e rivedendolo lo spettatore potrà  cogliere il fondo della sua misteriosa teatralità. E poi ci sono i giovani, che non l’hanno mai visto. Non possiamo privarli di questa scoperta, se li vogliamo anche spettatori di domani.

Sei personaggi è esploso negli anni Venti, ma è rimasto in vita per ogni generazione, e chiunque abbia scritto di teatro non ha potuto fare a meno in seguito di tenerne conto.

Da parte mia posso dire di essere stato a lungo vicino a questo testo. Fui “il Figlio” all’inizio della mia carriera, nella messa in scena con maschere curata da Gianfranco De Bosio. E poi lo misi in scena io negli anni Settanta e lo replicai a lungo recitando il ruolo del “Padre”. E ancora fui “il Padre” negli anni Ottanta, quando chiamai Peppino Patroni Griffi per la regia, e Peppino ci fece ottenere un successo clamoroso, che si ripeteva ogni sera in tutti i teatri della penisola.

Ecco: ricordando Peppino e il lavoro fatto da lui mi occuperò della nuova messa in scena, che voglio dedicare ai giovani. Vedendo per la prima volta Sei personaggi si sentiranno partecipi di una grande avventura teatrale.       

[12-01-2010]

 
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