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The show must go on

Matarrese e gli interessi intoccabili

E’ deprimente constatare come simili usanze pagane non siano ancora state sradicate dopo il solido insediamento, più che millenario, della religione cattolica. E’ deprimente constatare, inoltre, come va il mondo oggi. Basta guardare al calcio! Filippo Raciti non era stato ancora sepolto quando Antonio Matarrese ha detto: "lo spettacolo deve continuare". Lo avesse detto il cliente di un bar sarebbe stato fastidioso, detto dal presidente della Lega Calcio professionisti, cioè una delle due massime cariche del pallone, fa riflettere. Del resto Matarrese ha detto quello che pensano anche molti presidenti delle società di calcio: bisogna ricominciare in fretta, per motivi di vil moneta.

Dimenticato Raciti a velocità supersonica, la lobby del pallone , attraverso le parole del suo condottiero ha fatto capire perché il calcio è ridotto così: si deve mettere il denaro e l'interesse davanti a qualunque cosa. Secondo Matarrese, quindi, lo stop non serve. Anzi, è sinonimo di debolezza e fermare il calcio non può certo far riflettere i teppisti. In un paese normale Matarrese sarebbe già stato dimesso. In un paese normale, prima di cominciare a riprendere a giocare avrebbero aspettato qualche giorno. Avrebbero, almeno, cercato di salvare le apparenze. Ma salvare le apparenze non è una priorità, per il mondo del calcio che ha dimenticato calciopoli. E così, a poco a poco, lo shock di Catania passerà per tutti. A poco a poco la morsa dell’angoscia si allenterà, e del povero Filippo Raciti non resterà che un vago ricordo.

Mario Pulimanti

[08-02-2007]

 
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