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L'arte della scenografia

L’Electa pubblica l’edizione aggiornata dedicato al Premio Oscar Dante Ferretti

Dopo l’Oscar che Dante Ferretti conquista per la seconda volta con “Sweeney Todd” di Tim Burton, l’Electa pubblica in questi giorni l’edizione aggiornata e ampliata del volume uscito nel 2004, “Ferretti. L’arte della scenografia. Diario di uno scenografo tra cinema e teatro”, dove vengono ripercorse le tappe della sua straordinaria carriera, con l’analisi delle sue opere più significative.

Con la nuova edizione il libro arriva a comprendere i più recenti lavori di Ferretti, come “The Black Dalia” di Brian De Palma con Scarlett Johansson e l’attesissimo “Shutter Island”, l’ultimo film di Martin Scorsese con Leonardo Di Caprio, nelle sale cinematografiche a febbraio,  di cui questo libro anticipa alcune immagini.

I grandiosi bozzetti che lo hanno reso famoso, gli appunti di lavoro, i suoi scritti inediti, le immagini dei grandi lavorii ai quali ha collaborato (da “Il fiore delle mille e una notte” a “The Aviator”, fino a “La città delle donne” e “Ritorno a Cold Mountain”) costituiscono un eccezionale patrimonio, per la prima volta raccolto in un’unica opera, impreziosita dalla prefazione di Martin Scorsese, oltre che dalla lunga conversazione con Gabriele Lucci e dalle fotografie inedite di Gianni Berengo Gardin.

Emerge così con forza la personale poetica e la creatività visionaria di un artista che, con le sue spettacolari ricostruzioni, ha materializzato i sogni e le visioni di autori come Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, Terry Gilliam, Jean-Jacques Annaud, Anthony Minghella, Franco Zeffirelli, Martin Scorsese.

Dante Ferretti nasce il 26 febbraio 1943 a Macerata, dove frequenta il Liceo Artistico, iniziando presto ad avvicinarsi al mondo del cinema ed in particolare alla scenografia. Dopo il Liceo si trasferisce a Roma e, mentre si diploma presso l’Accademia delle Belle Arti, lavora in qualità di assistente scenografo a fianco dell’architetto Aldo Tomassini. Successivamente, come assistente dello scenografo Luigi Scaccianoce, partecipa alla lavorazione di alcuni film di Pier Paolo Pasolini quali “Il Vangelo secondo Matteo”, “Uccellacci e uccellini”, “Edipo Re”. Sempre con Pasolini firma “Medea”, il suo primo lavoro di scenografo, iniziando così una collaborazione che lo vedrà impegnato fino all’ultima opera del regista, “Salò o le 120 giornate di Sodoma”.

Fin dal suo esordio, Ferretti si impone come autentico genio della scenografia, dalle potenti e creative visioni. In seguito lavora con importanti registi italiani come Marco Bellocchio, Elio Petri, Sergio Citti, Liliana Cavani, Marco Ferreri, Ettore Scola, Franco Zeffirelli, mentre si afferma anche come scenografo teatrale, allestendo numerose opere nei teatri di tutto il mondo. Particolarmente fortunato il sodalizio con Federico Fellini. Da “Prova d’orchestra” fino a “La voce della luna”, le sue imponenti scenografie si rivelano congeniali alla vena fantastica ed onirica delle atmosfere felliniane.

Nel 1986 sposta la sua attenzione all’estero; arriva così la consacrazione a livello internazionale con film dalle atmosfere affascinanti o fantastiche come “Il nome della rosa” di Jean-Jacques Annaud, “Le avventure del Barone di Münchausen” di Terry Gilliam, per il quale ottiene la prima candidatura all’Oscar. Nel 1990, firma le scenografie dell’”Amleto” di Franco Zeffirelli e nel 1993 inizia con il film “L’età dell’innocenza” la collaborazione con Martin Scorsese, un legame che consente a Ferretti di sbrigliare liberamente la propria fantasia e la propria creatività, ideando scenografie indimenticabili: da “Casinò” a “Kundun”, da “Gangs of New York” a “The Aviator”. Ancora negli Stati Uniti firma le scenografie di “Ritorno a Cold Mountain” per la regia di Anthony Minghella.

Dante Ferretti, per il suo innegabile genio creativo, la sua professionalità attenta al dettaglio e per l’enorme versatilità che ha segnato la sua carriera, è considerato oggi in tutto il mondo uno fra i più eccellenti scenografi viventi. Un professionista che, come lui stesso sottolinea, “ama ancora disegnare grandi bozzetti, capaci di trasmettere immediatamente l’atmosfera del film non solo al regista, ma anche ai suoi collaboratori”, a partire dall’inseparabile arredatrice Francesca Lo Schiavo, che ha ricevuto con lui ben cinque nomination all’Oscar.
 

[29-12-2009]

 
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